Startup Open Day e Working Capital Accelerator: missione startup digitali, innovative, tecnologiche

Un intervento del Ministro Passera allo Italia Startup Open Day, evento dedicato alle nuove imprese e organizzato in incontri tematici di settore, che si è tenuto il 26 maggio 2012 a Treviso.

L’interazione con il Ministro è avvenuta anche su Twitter, usando l’hashtag #ISDAY. Come si era proposto Italian Startup, che ha organizzato il tutto, la manifestazione ha avuto un carattere pratico, per presentare un progetto operativo al Governo. L’obiettivo era infatti quello di trovare un punto d’incontro tra il nostro governo e i giovani imprenditori.

Molti gli interventi di startupper e giovani imprenditori del digitale, ad evidenziare una situazione di criticità per gli investimenti finalizzati all’innovazione.

I risultati? Passera ha anticipato che prima dell’estate verrà la luce un provvedimento che andrà incontro alle esigenze amministrative, fiscali e operative delle nuove imprese.

Working Capital AcceleratorNel frattempo Telecom Italia ha avviato Working Capital Accelerator, stanziando 500mila euro (in 20 premi da 25 mila euro) per le nuove imprese, la ricerca digitale e l’innovazione.

Si potranno presentare dei progetti con durata 12 mesi e per partecipare basta registrarsi al sito di Working Capital, scaricare il kit per proporre l’idea e caricare il progetto dettagliato entro l’11 luglio.

Donne e web: facciamo il punto della situazione

Un interessante articolo de La StampaDonne e fantasia – Ecco i nuovi lavori” affronta un tema a me molto caro: le potenzialità della Rete e della tecnologia nell’ottica della realizzazione personale e professionale femminile.

La testata parla di Women’s Generation 2.0, ovvero di una nuova generazione di donne caparbie e sicure delle proprie capacità nella realizzazione di idee di business, che, in assenza di finanziamenti, inventano e promuovono attività via Internet.

L’81% delle ragazze tra i 22 e i 32 anni usa Internet per la posta, i gruppi d’acquisto, l’e-commerce, il 45 lo trova un buon sistema per fare impresa. E di idee di business di successo grazie al Web ce ne sono molte.

Demò Sempre Meglio esserciSi racconta storia come quelle di Viola Damiani, trentenne romana, che ha fondato Demò Sempre Meglio esserci, Sara Root, digital pr, Barbara Labate, di Risparmiosuper, che permette di fare la spesa confrontando i prezzi.

Si continua con Gabriella Somaruga, 49 anni, informatica e imprenditrice: il suo progetto si chiama «Toc» (Talenti d’Origine Controllata) e parte da un’idea di business etico al femminile.

Sono delle storie semplici, che partono da idee (o necessità) altrettanto “piccole”, a testimonianza che, imparando a sfruttare gli strumenti che la Rete ci offre, calibrandoli in base alle nostre ambizioni e intenzioni, possiamo realmente e concretamente realizzarci a livello professionale. Ed essere soddisfatte del nostro lavoro.

Nel segno di Minerva: trenta protagoniste dell’imprenditoria femminile italiana

Antonio Barrella è l’autore del volume “Nel segno di Minerva”, che raccoglie degli scatti di trenta donne in carriera, manager e imprenditrici.

Nel segno di MinervaIl volume è stato realizzato dalla NEDE Comunication & Publishing, società di divulgazione culturale, in collaborazione con il Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile della Camera di Commercio di Roma.

Tra le imprenditrici e manager ritratte ci sono Eleonora Moccia proprietaria del brand di calzature che porta il suo nome, Roberta Angelini dell’Azienda movimento terra, Ida Benucci dell’omonima galleria romana e Francesca Patania titolare di un’impresa che si propone di lavorare materiali da riciclo.

Un omaggio alle donne che investono nel proprio lavoro contribuendo allo sviluppo economico italiano, come ha affermato anche Alberta Parissi, presidente del Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile di Roma e provincia.

«L’imprenditoria femminile è un’opportunità per le donne di avere maggiore rispetto della meritocrazia, negata, nella migliore delle ipotesi sottostimata, in molti altri settori del lavoro e della politica. L’intraprendere, inoltre, è connesso indissolubilmente al senso di responsabilità. Questi due elementi per le donne a mio avviso sono legati all’etica, al rispetto per l’ambiente, per i diritti, all’attenzione verso la qualità della vita, alla necessità di bilanciare il tempo lavoro e il tempo privato. La loro sintesi può produrre un modello di equilibrio che tutti auspichiamo.»

Informatici Senza Frontiere ONLUS ed imprenditoria femminile: intervista ad Anna Giannetti

Anna Giannetti è Responsabile Comunicazione di Informatici Senza Frontiere Lazio, progetto finalizzato all’alfabetizzazione informatica nelle situazioni di disagio. Rappresenta anche l’esperienza di una donna che è riuscita a raggiungere una posizione elevata nel campo della tecnologia, al di là della cultura italiana, forse ancora arretrata, che non conferisce alle donne che ricoprono ruoli di questo tipo la giusta importanza.

Informatici Senza FrontiereCome nasce Informatici Senza Frontiere ONLUS e con quale obiettivo? Informatici senza frontiere nasce alla fine del 2005 da un gruppo di manager veneti che lavorano nel settore informatico, che ha deciso di mettere le proprie conoscenze in un aiuto concreto contro il digital divide. È la più grande Onlus italiana di volontariato informatico che ha come primo obiettivo quello di utilizzare conoscenze e strumenti informatici per portare un aiuto concreto a chi vive situazioni di povertà, emarginazione e difficoltà. Per noi fondatori e soci volontari di “Informatici senza Frontiere”, l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresenta un prerequisito essenziale allo sviluppo economico e sociale: è un bene comune di primaria necessità. Paradossalmente, nei paesi sviluppati esiste un grande spreco di tecnologia: hardware ritenuto obsoleto ma anche conoscenze informatiche inutilizzate. Con Informatici Senza Frontiere realizziamo progetti in Italia e nei paesi in via di sviluppo per cercare di superare questo paradosso, offrendo l’opportunità di conoscenza dell’informatica e i vantaggi che anche una semplice tecnologia può portare a realtà come ospedali, carceri, case di accoglienza e scuole.  Ci occupiamo di offrire corsi e strumenti di alfabetizzazione informatica e realizziamo piccoli sistemi informativi  che permettono, con poche risorse e in completa autonomia, un miglioramento nella gestione delle operazioni basilari e quotidiane, nella comunicazione tra gli utenti, nell’accesso alla conoscenza. Alla loro installazione spesso accompagniamo lo sviluppo di software specifici, open source e di utilizzo semplice, come nel caso di Open Hospital, che permette la gestione delle operazioni quotidiane di piccoli ospedali rurali, oggi installato in più di dieci realtà in tutto il mondo. Oggi Informatici Senza Frontiere conta undici sezioni regionali e più di 300 soci e socie, informatici e non, che contribuiscono alla vita dell’associazione.

Parlando di donne e impresa, quali sono le concrete possibilità e agevolazioni di cui possono godere le donne che decidono di mettersi in proprio? La tematica Donne e Impresa è molto sentita a Roma e a tale fine è stato costituito dalla Camera di Commercio di Roma un Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile con i seguenti obiettivi:

·         valorizzare e sostenere le attività imprenditoriali delle donne sul territorio, esprimendo nel contempo un importante segnale di apertura alla città ed una volontà di integrazione con attività ed iniziative già realizzate da altri soggetti;

·         dare un’attuazione originale ed innovativa al protocollo d’intesa Unioncamere- MSE, configurando la Capitale come città-guida, come laboratorio per la progettazione di nuove esperienze, all’avanguardia nelle attività di promozione dell’imprenditoria femminile e dell’occupazione in genere.

Il Comitato individua e promuove le azioni e gli strumenti più idonei per migliorare e moltiplicare concretamente le opportunità per le donne di realizzare attività di impresa, contribuendo anche alla diffusione di quella cultura imprenditoriale necessaria alla crescita ed al consolidamento delle iniziative. Il Comitato si propone inoltre come punto di riferimento per le imprenditrici e le aspiranti imprenditrici, offrendo spazi di rappresentanza per esigenze e fabbisogni dell’imprenditoria femminile sul territorio, creando occasioni di confronto tra le diverse modalità di conciliare lavoro e vita familiare, fornendo uno stimolo alla creazione di informazioni, servizi e opportunità su misura per le donne creatrici d’impresa. Dall’inizio dell’anno è stato lanciato il Progetto “Percorsi imprenditoriali al femminile: cultura d’impresa e mentoring”, finalizzato alla promozione ed al sostegno dell’imprenditorialità, della creazione e dello start-up di nuove imprese, attraverso l’attivazione di servizi integrati di informazione, orientamento, formazione, assistenza tecnica ed accompagnamento. Inoltre, il Progetto intende promuovere e diffondere l’attività di “orientamento al ruolo imprenditoriale” sin dall’educazione scolastica. Il Progetto, che si inserisce nell’ambito delle attività promosse dalla Camera di Commercio di Roma e dal Comitato per l’imprenditoria femminile, è rivolto ad aspiranti imprenditori/imprenditrici e alle nuove imprese, in particolare alle imprese a titolarità femminile, e prevede una serie di iniziative di informazione, formazione ed assistenza secondo un modello di Mentoring in modalità Blended Mentoring (combinazione di contatti vis-à-vis e a distanza).

Come viene percepita in Italia una donna che riveste un ruolo tecnico importante in azienda? La mia personale esperienza, prima come donna dirigente di impresa privata e ora come titolare di impresa nel settore delle nuove tecnologie ICT, è quella che in Italia per una donna è molto difficile avere riconoscimenti sia per quanto riguarda la propria esperienza di lavoro, professione e di carriera sia per quanto riguarda la propria esperienza di vita come moglie, madre, figlia e soggetto di cura. Lo sviluppo integrato sia professionale che di realizzazione in quanto donna non è in alcun modo agevolato in azienda se si pensa che i nidi aziendali sono una rarità che merita ancora una notizia sul giornale o in TV. Il lavoro di cura di bambini, familiari e anziani non riesce infatti ancora a trovare la sua valorizzazione e riconoscimento. I percorsi di carriera dentro le aziende, soprattutto quelle a carattere tecnico, sono ancora fatti su misura delle necessità maschili e non sono assolutamente facili da percorrere per una donna. Io ad esempio ho viaggiato moltissimo per lavoro all’estero e questo ha sicuramente avuto un enorme impatto sulla mia vita privata! Le promozioni poi, soprattutto quella a dirigente d’azienda, sono rare e in ogni caso, anche nel caso si ottengono, gli stipendi sono sempre inferiori come riportato in recenti statistiche. Inoltre la cosiddetta quota rosa nei Consigli di Amministrazione secondo cui i Cda delle aziende quotate in borsa dovranno essere composti da un quinto di donne a partire dal 2012 e da un terzo dal 2015, proposta di legge che era già stata approvata dalla Camera il 2 dicembre 2010 e modificata dal Senato il 15 marzo 2011, è ormai realtà, ma di fatto il regolamento della CONSOB è arrivato solo in data 8 Febbraio 2012 – con Delibera n. 18098 – ma si è ancora in attesa e sono molti coloro che sono pronti a scommettere che la legge sarà aggirata almeno all’inizio! La associazione AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda, affiliata alla Femme Chefs d’enterprises mondiale,  si occupa proprio per statuto di far emergere la consapevolezza del valore etico e culturale della libera iniziativa e sviluppare il ruolo economico, sociale e politico della imprenditoria femminile, nonché incoraggiare e sostenere una significativa presenza della donna negli organi decisionali presso i poteri pubblici e privati ed utilizzare tutte le risorse disponibili per promuovere azioni di sostegno per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile.

Quali competenze servono per sviluppare un business sfruttando la rete? La rete è un sistema molto complesso che necessita di solida competenza professionale nel settore specifico e di grande agilità nel proporsi con tutti i nuovi strumenti social e e-commerce. Pertanto le competenze più richieste sono quelle di Business Model o Revenue Model, senza il quale non ha senso sviluppare un business sulla rete, quelle di Social Marketing per sviluppare la propria base di clientela e quella di Social CRM (Customer Relationship Management) per assistere la clientela in tutte le fasi della transazione sul web. Oggi il sito vetrina non basta più alle imprese, è necessario sviluppare un concetto di HUB, ovvero di snodo che aumenti la fidelizzazione della propria clientela e di servizi al corredo che siano al tempo stesso economici e affidabili. Va poi curata in modo quasi “maniacale” la qualità dei propri prodotti e servizi e la propria classificazione sui motori di ricerca. Inoltre, con le miriadi di siti che propongono agli utenti di collaborare nei giudizi sui diversi prodotti e servizi, è altrettanto necessario sorvegliare la propria reputazione in rete ed effettuare periodici monitoraggi.

Anna Giannetti è stata recentemente intervistata dal Corriere della Sera.

Informatici Senza Frontiere – Corriere della Sera

Tre donne ai vertici dell’High-Tech: succede in America

Tre storie di business “tecnologico” al femminile: Ginni Rometty (Ibm), Meg Whitman (Hewlett-Packard) e Ursula Burns (Xerox).

Ginni Rometty

Ginni Rometty

Rappresentano le imprese americane più tecnologiche al mondo e sono dei validi esempi di come le donne possano raggiungere la propria gratificazione personale e professionale anche in un settore, come quello della tecnologia e della rete, considerato tipicamente maschile. E ricoprono il loro ruolo anche in maniera eccellente.

Meg Withman

Meg Withman

Negli Stati Uniti, diciotto dei cinquecento maggiori gruppi industriali sono diretti da donne.

Ginni Rometty è l’ultima arrivata ed è il primo CEO donna di Ibm e ha già ottenuto dei risultati non indifferenti: nei primi nove mesi del 2011, l’80% del fatturato complessivo, pari a 77,4 miliardi di dollari (59,8 mld euro), è arrivato dai servizi e dal software.

Ursula Burns

Ursula Burns

Meg Whitman, invece, nel settembre scorso ha preso il controllo di Hp, mentre Ursula Burns è amministratore delegato di Xerox ed è la prima afroamericana a essere entrata nel gruppo dei responsabili delle cinquecento maggiori aziende stilato dalla rivista.

 

 

Laura Metalli: l’esperienza di Guest srl

Una donna a capo di un’impresa specializzata nel Web e nelle Tecnologie, settore tipicamente maschile: Laura Metalli gestisce Guest srl, Server Farm di Riccione, che conta il lavoro di circa quindici professionisti.

Guest SrlSecondo la Dott.ssa Metalli, affinché un’azienda  ottenga buoni risultati e vada avanti in modo soddisfacente, è necessario circondarsi di persone che siano appassionate del proprio lavoro, soprattutto di giovani, per la loro flessibilità, e di donne, per la capacità di gestire le situazioni di emergenza in modo sereno e riflessivo.

Guest srl per questo conta, tra i suoi professionisti, nove donne, con età media non superiore ai 25 anni.

Alla Guest la presenza femminile è preponderante in tutti i settori: programmazione, grafica, comunicazione, marketing e commerciale. È vero, non sono mai riuscita a trovare una sistemista donna – e noi, avendo una Server Farm di proprietà, abbiamo bisogno di sistemisti interni, non ‘a gettone’, per garantire assistenza 24 ore su 24. Ma, restando sul tecnico, ho una programmatrice molto in gamba”.

Laura, che con le tecnologie e internet ci lavora, ha evidenziato un netto aumento delle donne “informatizzate”, che sanno gestire autonomamente il proprio sito.

Donne, web e tecnologia, a quanto pare, è un trinomio tutt’altro che strano.

Katie Jacobs Stanton e i “Giganti del web”

Avere famiglia e fare carriera? Si può. Katie Jacobs Stanton, sposata con 3 figli, ha veramente trovato il successo grazie al web e ai social network, da Yahoo a Google, passando per la Casa Bianca e approdando infine a Twitter. È la 56° donna più potente secondo la rivista Forbes.

Katie Jacobs StantonÈ ormai evidente come il web e le nuove tecnologie siano un settore favorevole alle donne e alla loro carriera.

Katie Jacobs Stanton è una donna che è professionalmente nata e cresciuta nel mondo del web e dei social network.

Figlia di un’infermiera e di un banchiere, si è laureata in Scienze Politiche al Rhodes College e ha successivamente frequentato un master alla Columbia University, School of International and Public Affairs.

Dopo una prima esperienza in ‘Chase’, società finanziaria, acquisita da JP Morgan, diventa Product Manager  per Yahoo dove passa quasi 4 anni.

Nel 2003 entra in Google dove rimane per ben 6 anni. Ha occupato ruoli di product manager ed è stata a capo dell’area ‘New Business Developement’, lavorando attivamente allo sviluppo di nuovi prodotti quali ‘Open Social’ e ‘Google Finance’e Google Moderator’, strumento quest’ultimo che permette di coinvolgere i cittadini sia nella vita quotidiana dell’amministrazione sia ponendo domande durante le campagne elettorali. È stata co-fondatrice del ‘Google’s elections team’ lavorando a numerosi progetti legati appunto a diverse campagne elettorali.

Questo importante bagaglio e la passione per la politica la porta ad entrare, nel 2009, nello staff dell’amministrazione Obama come Direttrice del ‘Citizen Particpation’, uno slogan importante della campagna presidenziale. Il progetto del presidente Obama era proprio quello di coinvolgere i cittadini nelle decisioni che venivano prese, utilizzando quindi le nuove Tecnologie.

Katie Jacobos Stanton creò quindi il profilo twitter governativo nonché quello del sito Change.gov.

Ha lavorato peraltro nel dipartimento di stato americano come consulente all’interno dell’Office of Innovation, riducendo così la distanza tra l’amministrazione e i cittadini.

‘Google Moderator’ a cui lavorò la stessa Stanton fu molto usato dall’amministrazione Obama. Ma Katie Jacobs Stanton diede un altro importante apporto, contribuendo al lancio della campagna ‘Text Haiti’, relativa alle donazioni in favore del popolo di Haiti all’indomani del disastroso terremoto. Campagna che raccolse ben 33 milioni di dollari.

Ma l’amore per le nuove tecnologie ha avuto la meglio ed è così che dopo poco più di un anno, da Washington ha fatto ritorno in California, questa volta per entrare nel meraviglioso e innovativo mondo dei social media.

Katie Jacobs Stanton ricopre attualmente la posizione di Vice Presidente della ‘International Strategy’ di Twitter.

‘L’informazione è come l’acqua, trova sempre una via d’uscita’, uno dei suoi celebri motti. Ed è proprio Twitter ad aver rappresentato la chiave di volta in molteplici conflitti come la primavera araba o il terremoto con successivo in Giappone.

Katie Jacobs Stanton: quando carriera e vita personale sono un connubio vincente.

Marissa Mayer: figura chiave di Google

La rete può offrire enormi opportunità di carriera, non solo per gli uomini, ma anche per le donne, e Marissa Mayer ne è la prova tangibile.

Marissa MayerLaureata alla Stanford University in “Sistemi simbolici” con un Master in Scienze informatiche, è stata inserita dalla rivista Forbes al 42° posto nella classifica delle donne più potenti. Si colloca, infatti, tra i primi 20 impiegati di Google in ordine di importanza, in più è il primo ingegnere donna all’interno dell’azienda di Mountain View.

Entra in Google nel 1999: a soli 36 anni Marissa Mayer ha giù ricoperto l’importante ruolo di “Vice President of Search Product and User Experience“, decidendo di fatto quali progetti dover portare avanti e quando lanciare i nuovi prodotti o servizi.

Ricopre attualmente la carica di “Vice President of local, maps and location services” occupandosi quindi di un settore chiave di Google, che è quello delle mappe e dei servizi di geolocalizzazione. I servizi di localizzazione infatti sono strettamente correlati al possibile aumento di investimenti da parte di imprenditori locali che si appoggiano al colosso per la promozione nella propria area di appartenenza.

A Marissa Mayer viene riconosciuto il merito del successo di almeno due prodotti come Gmail e Google Search. Per non parlare di Google Earth e IGoogle.

Ha fatto anche parte dell’OC, Operations Committee, il comitato operativo di Google. Tutte le decisioni più importanti, su strategie e lancio di prodotti, transitano per questo comitato.

I suoi successi ora la vogliono a capo di un settore strategico e difficile per Google. Una nuova sfida per una donna di successo.