RE-LAB – Start up your business: appuntamento a Roma il 16 gennaio

 

Verrà presentato mercoledì 16 Gennaio 2013 (ore 9.45-13.00) il progetto RE-LAB – Start up your business. Si tratta di un’iniziativa finanziata dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione e dall’Unione Europea, nell’ambito del Fondo Europeo per i Rifugiati, annualità 2011.

Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere iniziative imprenditoriali di persone titolari di protezione internazionale, attraverso il trasferimento di competenze e strumenti utili all’avvio di attività economiche.

Lo stato delle startup in Italia. Rapporto Censis del 2011

Secondo il Censis in Italia nel 2011 sono nate 800 startup, avviate da imprenditori di un’età media di 32 anni. Secondo la 46a edizione del Rapporto, il 27% delle imprese industriali ha effettuato investimenti in ambito digitale, il 26,7% è costituito da imprese di costruzioni, il 21% da chi si occupa di servizi, fino al 40% impiegato nelle public utilities.

Lo studio rivela anche che l’utenza del web in Italia è aumentata di 9 punti percentuali nell’ultimo anno, arrivando al 62,1% della popolazione nel 2012, senza contare la penetrazione delle applicazioni del web usate per trovare una strada, per l’home banking, per prenotare viaggi, cercare lavoro, sbrigare pratiche con uffici, prenotare una visita medica.

Un dato negativo? La scarsa diffusione di Internet tra cittadini e famiglie e della banda larga su rete fissa: in Italia si arriva al 22,8% della popolazione e questo colloca il nostro Paese al 29° posto.

Lo Startup Weekend venerdì 19 ottobre a Brescia

Il prossimo 19 ottobre Castello Malvezzi a Brescia ospiterà lo Startup Weekend: a partecipare 150 “geeks” provienienti da tutta Italia, che dovranno lavorare e collaborare a un progetto imprenditoriale digitale.

Il punto di partenza è un’idea di business, il pitch, giusto per usare un termine gergale. Tutto inizierà venerdì sera, quando i partecipanti avranno a disposizione un minuto per presentare alla platea il progetto.

Una grande opportunità per confrontarsi con investitori ed esperti del settore. Domenica sera i progetti verranno presentati a una giuria di investitori, manager, direttori di banca, imprenditori affermati.

L’anno scorso il progetto eletto vincitore è stato quello di Tipsto.Me, un’applicazione mobile e per il web di Basilico Interactive, che permette all’utente di chiedere ai propri amici un’opinione sulla scelta di un vestito, un libro, un film.

È arrivato il momento di avviare una startup

Sembra che questo sia il momento migliore per mettere in pratica la propria idea di business e fondare una startup. È possibile grazie al decreto Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese che ha già stanziato 110 milioni di euro, ai quali si accingono tra i 50 e i 100 milioni del Fondo Italiano di Investimento.

C’è chi sostiene, quindi, che la crisi possa essere un ottimo trampolino di lancio per il rinnovamento, come testimonia la storia di alcuni colossi nati in momenti difficili, come Ibm, Edison e Procter & Gamble.

L’Italia si sta svegliando dal suo torpore e sta diventando una fucina molto interessante di nuove imprese, per esempio secondo il rapporto Pem nel 2011 ci sono stati 43 investimenti in startup, quasi il doppio rispetto al 2009.

Non dimentichiamo l’aspetto relativo alla formazione: sempre più ampia la necessità di aggiornamento e di corsi specifici per aiutare gli aspiranti startupper a mettere in pratica la loro idea, a presentarla e a promuoverla.

Per questo ci aiutano tanti finanziamenti sia nazionali (Fondo Formazione PMI) che stanziati dalla Comunità Europea.

Innovation Day: il 5 ottobre si incontrano Innovazione, Web e Imprenditorialità

Sarà ospitato dalla Città della Scienza di Napoli il prossimo 5 ottobre l’Innovation Day, manifestazione che si colloca all’interno della 26esima edizione di Futuro Remoto – Un viaggio tra Scienza e Fantascienza. Topic della giornata: Innovazione, Web e Imprenditorialità.

I temi dell’Innovation Day sono tanti. Nativi digitali, scuola e smart education si sofferma sui nuovi metodi educativi necessari per potenziare lo sviluppo dei giovanissimi che definiamo nativi digitali perché fin dalla nascita hanno familiarizzato con le tecnologie digitali”, ha dichiarato Mario Raffa, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Idis – Città della Scienza.

Molto importante il ruolo attribuito alle startup per lo sviluppo dell’Italia, per le quali è fondamentale creare un legame molto più forte tra università e imprenditorialità. Durante l’Innovation Day verranno presentate delle idee di business e dei modelli di incentivazione all’imprenditorialità.

Interessante (sarebbe strano il contrario) l’incontro “Le donne della Rete e l’innovazione”, durante il quale imprenditrici, giornaliste e studentesse racconteranno le loro storie, comprese di difficoltà e successi. Il tutto terminerà con il laboratorio dedicato alla comunicazione e informazione sul web.

Per informazioni sul programma, basta consultare il sito della Città della Scienza.

Il profilo della startup italiana

Anche se in Italia il supporto alle startup non è paragonabile a quello che esiste in altri paesi europei, come per esempio Francia e Germania, c’è da dire che la startup italiana continua a difendersi e aumentano gli esempi di esperienze, spesso molto interessanti, di nuove imprese, piccole o grandi che siano.

Le idee per la creazione di una nuova azienda, poche volte (purtroppo!) diretta da imprenditrici, trovano terreno fertile nello sfruttamento della rete e della tecnologia, che consente di portare avanti idee di business originali e di successo.

Ecco il profilo della startup italiana:

1)      Solo una startup su dieci ha un founder unico, mentre all’estero si parla del 30%

2)      L’ età media del founder è di 32 anni

3)      Il team è composto di solito da 2/3 persone

4)      Il 13% dei CEO sono donne

5)      Il 5% delle startup si occupano di Biotech

6)      Le aziende web-oriented toccano il 60%

Questi sono soltanto alcuni dati e, secondo un’analisi approfondita, sembra che il tallone d’Achille degli startupper italiani sia la mancanza di formazione approfondita ed aggiornata, che contribuisca a sviluppare competenze e sensibilità manageriale.

Qualche segnale di una certa consapevolezza di questo deficit proviene da progetti, seminari ed eventi che si concentrano sul trasferimento di competenze manageriali.

Si stanno sviluppando sempre di più anche le proposte esplicitamente pensate per le donne (per esempio il progetto Be-Win). Un segnale sicuramente positivo, che testimonia uno sviluppo anche a livello culturale e sociale.

Per dimostrare che le start-up di successo non sono fatte solo da uomini…

Ho trovato molto interessante e propositivo l’articolo pubblicato su Il Post da Riccardo Luna sui dati relativi al successo di start-up soprattutto create da uomini. A sostenerlo è Alberto Onetti, professore di innovazione all’Università dell’Insubria.

Riccardo LunaAlberto Onetti è un professore di innovazione all’università dell’Insubria ed è il chairman della fondazione Mind the bridge, che si occupa con buoni risultati di creare un ponte fra l’Italia e la Silicon Valley. Insomma Onetti è uno che sa. La sua Mind the bridge per esempio, nell’ultimo report sulle startup italiane rivela che nell’87 per cento dei casi sono un affare per maschi. “Non è un problema solo italiano” avverte Onetti riportando il contenuto di una ricerca molto più ampia condotta sul database di Startup Genome.

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c’è un “gender gap” per le startup, ovvero per “il segmento delle imprese innovative ad alto potenziale di sviluppo il cui sviluppo passa attraverso capitali di terzi”. Perché accade? Per alcuni sostanziali differenze caratteriali, risponde la ricerca. Onetti ne elenca alcune
– le donne hanno una minore propensione al rischio, sono più prudenti.
– le donne sono più pragmatiche e quindi non pensano abbastanza in grande.
– le donne hanno più difficoltà a chiedere soldi a terzi (i venture capitalist).
– le donne sono più trasparenti, ovvero più sincere: vuol dire che chiedono esattamente i soldi di cui hanno bisogno mentre gli uomini tendono a chiedere il doppio nella speranza di ottenere la metà.

Sarà vero? Riccardo Luna lancia una sfida: dimostriamo il contrario con più start-up al femminile!

Fonte: Il Post