Per dimostrare che le start-up di successo non sono fatte solo da uomini…

Ho trovato molto interessante e propositivo l’articolo pubblicato su Il Post da Riccardo Luna sui dati relativi al successo di start-up soprattutto create da uomini. A sostenerlo è Alberto Onetti, professore di innovazione all’Università dell’Insubria.

Riccardo LunaAlberto Onetti è un professore di innovazione all’università dell’Insubria ed è il chairman della fondazione Mind the bridge, che si occupa con buoni risultati di creare un ponte fra l’Italia e la Silicon Valley. Insomma Onetti è uno che sa. La sua Mind the bridge per esempio, nell’ultimo report sulle startup italiane rivela che nell’87 per cento dei casi sono un affare per maschi. “Non è un problema solo italiano” avverte Onetti riportando il contenuto di una ricerca molto più ampia condotta sul database di Startup Genome.

[...]

c’è un “gender gap” per le startup, ovvero per “il segmento delle imprese innovative ad alto potenziale di sviluppo il cui sviluppo passa attraverso capitali di terzi”. Perché accade? Per alcuni sostanziali differenze caratteriali, risponde la ricerca. Onetti ne elenca alcune
– le donne hanno una minore propensione al rischio, sono più prudenti.
– le donne sono più pragmatiche e quindi non pensano abbastanza in grande.
– le donne hanno più difficoltà a chiedere soldi a terzi (i venture capitalist).
– le donne sono più trasparenti, ovvero più sincere: vuol dire che chiedono esattamente i soldi di cui hanno bisogno mentre gli uomini tendono a chiedere il doppio nella speranza di ottenere la metà.

Sarà vero? Riccardo Luna lancia una sfida: dimostriamo il contrario con più start-up al femminile!

Fonte: Il Post