Facebook Mastery: un evento completamente dedicato a FB

Si terrà a Padova il prossimo venerdì 22 Febbraio il primo evento di formazione completamente dedicato a Facebook, Facebook Mastery, che si avvarrà della partecipazione dei maggiori esperti italiani dei social media.
L’obiettivo è quello di evidenziare come per un consulente in materia social, l’aggiornamento sia fondamentale.

L’evento è stato organizzato da Tag – Talent Gar­den Padova & Fondazione Comunica,  ed è disponibile anche in modalità webinar.

Una giornata piena di incontri dalle 9.15 fino alle 18.45.

Ecco il programma completo:

  • 08.30 – 09.15: Registrazione partecipanti
  • 09.15 – 9.30: Victor Vassallo (Talent Garden Padova) – Saluto e apertura lavori
  • 09.30 – 10.00: Giorgio Soffiato – Ma Facebook…converte? Partire con il piede giusto, e cioè i KPI: il Social Media Roi e le metriche di valutazione
  • 10.00 – 10.30: Valentina Vellucci – Facebook CookBook – Facebook Tips&Tricks, problemi comuni e soluzioni rapide: da profilo a pagina, fusione di pagine duplicate, rivendicare una pagina esistente, internazionalizzazione dei post e delle pagine…
  • 10.30 – 11.00: Marco Pezzano – Facebook Ads do’s & don’ts: il come e il perché dell’advertising su Facebook 11.00 – 11.30: Coffee Break
  • 11.30 – 12.00: Fabio Sutto – Facebook Ads advanced targeting – Best Practice ed esempi pratici di targeting e micro-targeting: come reperire il giusto audience per campagne efficaci.
  • 12.00 – 12.30: Alessandro Cappellotto / Giovanni Cappellotto – Facebook Ads per l’e-commerce e la lead generation
  • 12.30 – 13.00: Gianpaolo Lorusso – Off-topic: Social Mention & Search Marketing 13.00 – 14.15 – Pausa pranzo
  • 14.30 – 15.00: Dario Ciracì – Creare contenuti a prova di Edgerank
  • 15.00 – 15.30: Fabrizio Martire – Community e SocialCRM – Facebook è ancora la piattaforma adeguata? Possiamo utilizzare Facebook per gestire le relazioni con ogni singolo cliente? Com’è cambiata la piattaforma nel rapporto azienda/consumatore?
  • 15.30 – 16.00: Luca Mercatanti – Fuga da Facebook? Tante critiche, ma tutti continuano ad usarlo come strumento di marketing. Dov’è il paradosso?
  • 16.00 – 16.30: Coffee Break
  • 16.30 – 17.00: Daniele Ghidoli – F-commerce: requisiti e best practice per l’integrazione tra e-commerce e Facebook
  • 17.00 – 17.30: Angela Falotico – Facebook Tracking e Analytics, tools e best practice
  • 17.30 – 18.00: Relatore “Sorpresa” – Crisis Management: quando le cose volgono al peggio
  • 18.00 – 18.45: Tutti i relatori – Tavola rotonda: domande da parte del pubblico

Per l’iscrizione basta andare sul sito ufficiale dell’evento.

Parliamo (e sparliamo) dei clienti… è l’idea di Virtubuzz

Il cliente ha sempre ragione. O quasi. Chi lavora come piccolo imprenditore o libero professionista sa bene che spesso avere a che fare con i clienti può essere molto arduo.

Un buon cliente è chi rispetta gli impegni e riconosce la bontà del servizio offerto. Ma non sempre è così.

Partendo da questa constatazione Andrea Ragno e Maurizio Miggiano hanno fondato Virtubuzz, una community in cui i fornitori di prodotti e servizi possono “dare i voti” ai loro clienti.

L’obiettivo non è quello di creare una lista nera dei clienti dai quali stare alla larga ma, al contrario, di “dare a Cesare quel che è di Cesare” premiando i buoni clienti e assegnando materialmente un punteggio.

Il sito è molto giovane e al momento conta quasi 7500 iscritti di cui circa 4000 con profilo completo aziendale.

I danni del Social Media Marketing: il caso di Trenitalia

Usare i social network come strumento di promozione online e nello specifico di marketing, non è poi così semplice come si crede.

Proprio perché i social network (Facebook e Twitter) sono fatti da utenti, la reputazione online di un brand dipende essenzialmente da come esso viene recepito da persone “attive”, capaci di agire sensibilmente sull’immagine del brand.

A questo proposito, ho letto un articolo molto interessante su Tech FanPage, in cui viene raccontato il flop di Trenitalia e dell’iniziativa #meetFS.

Secondo la rivista, il tentativo di usare Twitter come strumento per avvicinare gli utenti più influenti al mondo delle ferrovie italiane (soprattutto visti i recenti cambiamenti dati dalla nascita del Nuovo Trasporto Viaggiatori e del più noto treno Italo), più che giovare all’azienda si è rivelata una specie di boomerang.

Posto l’encomiabile tentativo da parte delle Ferrovie dello Stato di svecchiare la propria comunicazione usando il web, per creare un rapporto più diretto e ravvicinato con gli utenti, a quanto pare l’azienda ha fatto un errore grossolano: non ha mascherato troppo il carattere palesemente pubblicitario dell’iniziativa. E non solo…

Con la stessa potenza con cui celebra, la rete può anche uccidere se maneggiata in maniera errata, ed aprire un altro fronte di comunicazione con gli utenti dopo che tutti quelli preesistenti si sono da sempre dimostrati inutili (chiunque di voi è a conoscenza della situazione dei trasporti nel nostro paese) è sicuramente la maniera migliore per fare incetta di critiche ed offese” (Tech FanPage).

Il lancio dell’hashtag #meetFS è stato seguito da numerosissimi tweets e commenti circa le condizioni quasi disumane in cui versano i passeggeri dei treni: non sono mancate immagini che denunciavano il sovraffollamento dei veicoli e le classiche lamentele sui ritardi e sull’esiguità del numero dei treni e dei collegamenti. Insomma: più che promozione, distruzione di un brand.

In cosa ha sbagliato quindi Trenitalia? Probabilmente non si è messa dalla parte degli utenti, che non stanno cercando un dialogo, ma servizi migliori e più soddisfacenti, dal punto di vista anche economico.

Questo per dire che, anche se la rete ci ha messo in mano degli efficacissimi strumenti di promozione, innanzitutto, se si decide di usarli, bisogna farlo bene e in modo attento, pena la reputazione e l’immagine online della propria azienda (a questo proposito segnalo un evento promosso dal Centro di Formazione RomaExplorer: due giornate full immersion di Corso di Social Media Marketing, in replica da settembre in poi).

Poi c’è un altro punto su cui soffermarsi: chi l’ha detto che usare i social network come strumento pubblicitario sia obbligatorio? A volte non solo non è obbligatorio, ma farlo può risultare addirittura deleterio. Tutto dipende dai propri obiettivi. I social media si prestano per raggiungere i vostri?

Lavoro: quando il web diventa la nostra radiografia. Si chiama Web reputation

Vi siete preoccupati di quali sono i risultati delle ricerche effettuate su Google digitando il vostro nome? Se non ci avete pensato, dovreste iniziare a farlo, considerando che le aziende in fase di selezione hanno acquisito la consuetudine di cercare online i candidati…

Diventa importante “farsi trovare” con risultati che rispecchino e valorizzino gli aspetti positivi, cercando di evitare commenti o immagini imbarazzanti, ma comunque disponibili in rete e quindi visibili a tutti.

Il concetto è uno solo: buona reputazione, tanto importante nella vita reale, ma ormai ugualmente fondamentale anche online.

Durante il Digital Festival di Torino, che si è svolto dal 25 maggio al 2 giugno, è stato proprio questo l’argomento: Web reputation e mondo del lavoro.

Quali sono gli strumenti “social” delle aziende? Il più utilizzato è LinkedIn (96%), poi Facebook (38%), Twitter (18%) e Youtube (6%).

Secondo gli esperti bisognerebbe curare Linkedin per gli aspetti lavorativi, facendo molto attenzione al proprio curriculum online, Facebook dovrebbe rappresentare la personalità nei suoi aspetti sociali, mentre Twitter riguarda la biografia, che dovrebbe essere incisiva e completa… in 140 caratteri!

Chi cerca lavoro dovrebbe rendersi conto che le cose sono cambiate e bisogna fare attenzione alla rete puntando sui punti positivi e limitandone quelli negativi.

Sapete gestire la vostra reputazione online e “confezionare” un curriculum interessante e originale per degli utenti “smaliziati” come le aziende moderne? Imparate a farlo.

Donne e Internet: qualcuno parla di dipendenza da Social Network…

Una recente ricerca, BT group, ha analizzato le abitudini dei britannici sull’uso dei social media, mettendo a confronto 2000 cittadini tra uomini e donne.

Uno dei risultati più interessanti ha mostrato che sugli intervistati dall’Ex British Telecom, più della metà delle donne usi social network come Facebook e Twitter, mentre gli uomini sarebbero solo il 38%.

Altri dettagli interessanti riguardano i motivi che spingono a usare la rete. Le donne la utilizzano come strumento di ricerca, soprattutto di tipo commerciale, gli uomini puntano sulla formazione e sull’informazione.

Via alle considerazioni personali sulla veridicità di questo dato. Le questioni sono due:

  1. Quanto è vero che gli uomini usano Internet solo per questioni di cultura?
  2. La donna che si serve della rete per lo shopping on line non è un profilo stereotipato?

Con i dati alla mano, a quanto pare, a meno che gli intervistati non abbiano falsato le risposte, la situazione, relativamente al popolo britannico, sarebbe questa.

In realtà bisognerebbe analizzare il tipo di intervista proposta ai campioni e le opzioni di risposta: probabilmente sarà stato omesso un aspetto molto importante del rapporto uomo-rete e donna-rete, concentrandosi solo sulle questioni sociali piuttosto che professionali.

Dimentichiamo che di recente abbiamo assistito allo sviluppo delle cosiddette professioni del web e, con sommo stupore dei britannici, probabilmente una larga fetta è costituita da donne e le Girl Geek ne sono una testimonianza.

Donne appassionate di tecnologia, donne che vogliono realizzarsi professionalmente senza rinunciare alla famiglia ma puntando su un lavoro gratificante e remunerativo, donne che investono per sviluppare quel fiuto per gli affari che non trova la giusta realizzazione attraverso i canali tradizionali, ancora fin troppo “da uomo”.

Un network per le idee: Officine Italiane Innovazione

Chi ha idee le condivida! Interessante l’esperienza di Know-Net. Officine Italiane Innovazione è un social network che nasce con lo scopo di favorire i contatti tra professionisti di vari settori per lo sviluppo di progetti, idee di business o semplicemente per lo scambio di informazioni e know-how.

Il portale si configura come un vero e proprio social network di imprese e nasce dall’idea di Pietro Bazzoni. Allo stesso tempo si presenta come una rivista di settore, con gli utenti che pubblicano e gestiscono notizie ed eventi strettamente legati al mondo dell’imprenditoria.

Come ogni social network che si rispetti, anche qui abbiamo i gruppi di discussione, le rooms, incentrate su tematiche come: accesso al credito, le informative, lo sviluppo del business online, Web marketing, commercio elettronico e molte sezioni dedicate all’estero.

Oggi Officine Italiane Innovazione è già arrivato a oltre 5.300 iscritti.

Ho appena aperto una discussione: donne e lavoro sul web! ;)