Startup Open Day e Working Capital Accelerator: missione startup digitali, innovative, tecnologiche

Un intervento del Ministro Passera allo Italia Startup Open Day, evento dedicato alle nuove imprese e organizzato in incontri tematici di settore, che si è tenuto il 26 maggio 2012 a Treviso.

L’interazione con il Ministro è avvenuta anche su Twitter, usando l’hashtag #ISDAY. Come si era proposto Italian Startup, che ha organizzato il tutto, la manifestazione ha avuto un carattere pratico, per presentare un progetto operativo al Governo. L’obiettivo era infatti quello di trovare un punto d’incontro tra il nostro governo e i giovani imprenditori.

Molti gli interventi di startupper e giovani imprenditori del digitale, ad evidenziare una situazione di criticità per gli investimenti finalizzati all’innovazione.

I risultati? Passera ha anticipato che prima dell’estate verrà la luce un provvedimento che andrà incontro alle esigenze amministrative, fiscali e operative delle nuove imprese.

Working Capital AcceleratorNel frattempo Telecom Italia ha avviato Working Capital Accelerator, stanziando 500mila euro (in 20 premi da 25 mila euro) per le nuove imprese, la ricerca digitale e l’innovazione.

Si potranno presentare dei progetti con durata 12 mesi e per partecipare basta registrarsi al sito di Working Capital, scaricare il kit per proporre l’idea e caricare il progetto dettagliato entro l’11 luglio.

Donne e Internet: qualcuno parla di dipendenza da Social Network…

Una recente ricerca, BT group, ha analizzato le abitudini dei britannici sull’uso dei social media, mettendo a confronto 2000 cittadini tra uomini e donne.

Uno dei risultati più interessanti ha mostrato che sugli intervistati dall’Ex British Telecom, più della metà delle donne usi social network come Facebook e Twitter, mentre gli uomini sarebbero solo il 38%.

Altri dettagli interessanti riguardano i motivi che spingono a usare la rete. Le donne la utilizzano come strumento di ricerca, soprattutto di tipo commerciale, gli uomini puntano sulla formazione e sull’informazione.

Via alle considerazioni personali sulla veridicità di questo dato. Le questioni sono due:

  1. Quanto è vero che gli uomini usano Internet solo per questioni di cultura?
  2. La donna che si serve della rete per lo shopping on line non è un profilo stereotipato?

Con i dati alla mano, a quanto pare, a meno che gli intervistati non abbiano falsato le risposte, la situazione, relativamente al popolo britannico, sarebbe questa.

In realtà bisognerebbe analizzare il tipo di intervista proposta ai campioni e le opzioni di risposta: probabilmente sarà stato omesso un aspetto molto importante del rapporto uomo-rete e donna-rete, concentrandosi solo sulle questioni sociali piuttosto che professionali.

Dimentichiamo che di recente abbiamo assistito allo sviluppo delle cosiddette professioni del web e, con sommo stupore dei britannici, probabilmente una larga fetta è costituita da donne e le Girl Geek ne sono una testimonianza.

Donne appassionate di tecnologia, donne che vogliono realizzarsi professionalmente senza rinunciare alla famiglia ma puntando su un lavoro gratificante e remunerativo, donne che investono per sviluppare quel fiuto per gli affari che non trova la giusta realizzazione attraverso i canali tradizionali, ancora fin troppo “da uomo”.