Informatici Senza Frontiere ONLUS ed imprenditoria femminile: intervista ad Anna Giannetti

Anna Giannetti è Responsabile Comunicazione di Informatici Senza Frontiere Lazio, progetto finalizzato all’alfabetizzazione informatica nelle situazioni di disagio. Rappresenta anche l’esperienza di una donna che è riuscita a raggiungere una posizione elevata nel campo della tecnologia, al di là della cultura italiana, forse ancora arretrata, che non conferisce alle donne che ricoprono ruoli di questo tipo la giusta importanza.

Informatici Senza FrontiereCome nasce Informatici Senza Frontiere ONLUS e con quale obiettivo? Informatici senza frontiere nasce alla fine del 2005 da un gruppo di manager veneti che lavorano nel settore informatico, che ha deciso di mettere le proprie conoscenze in un aiuto concreto contro il digital divide. È la più grande Onlus italiana di volontariato informatico che ha come primo obiettivo quello di utilizzare conoscenze e strumenti informatici per portare un aiuto concreto a chi vive situazioni di povertà, emarginazione e difficoltà. Per noi fondatori e soci volontari di “Informatici senza Frontiere”, l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresenta un prerequisito essenziale allo sviluppo economico e sociale: è un bene comune di primaria necessità. Paradossalmente, nei paesi sviluppati esiste un grande spreco di tecnologia: hardware ritenuto obsoleto ma anche conoscenze informatiche inutilizzate. Con Informatici Senza Frontiere realizziamo progetti in Italia e nei paesi in via di sviluppo per cercare di superare questo paradosso, offrendo l’opportunità di conoscenza dell’informatica e i vantaggi che anche una semplice tecnologia può portare a realtà come ospedali, carceri, case di accoglienza e scuole.  Ci occupiamo di offrire corsi e strumenti di alfabetizzazione informatica e realizziamo piccoli sistemi informativi  che permettono, con poche risorse e in completa autonomia, un miglioramento nella gestione delle operazioni basilari e quotidiane, nella comunicazione tra gli utenti, nell’accesso alla conoscenza. Alla loro installazione spesso accompagniamo lo sviluppo di software specifici, open source e di utilizzo semplice, come nel caso di Open Hospital, che permette la gestione delle operazioni quotidiane di piccoli ospedali rurali, oggi installato in più di dieci realtà in tutto il mondo. Oggi Informatici Senza Frontiere conta undici sezioni regionali e più di 300 soci e socie, informatici e non, che contribuiscono alla vita dell’associazione.

Parlando di donne e impresa, quali sono le concrete possibilità e agevolazioni di cui possono godere le donne che decidono di mettersi in proprio? La tematica Donne e Impresa è molto sentita a Roma e a tale fine è stato costituito dalla Camera di Commercio di Roma un Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile con i seguenti obiettivi:

·         valorizzare e sostenere le attività imprenditoriali delle donne sul territorio, esprimendo nel contempo un importante segnale di apertura alla città ed una volontà di integrazione con attività ed iniziative già realizzate da altri soggetti;

·         dare un’attuazione originale ed innovativa al protocollo d’intesa Unioncamere- MSE, configurando la Capitale come città-guida, come laboratorio per la progettazione di nuove esperienze, all’avanguardia nelle attività di promozione dell’imprenditoria femminile e dell’occupazione in genere.

Il Comitato individua e promuove le azioni e gli strumenti più idonei per migliorare e moltiplicare concretamente le opportunità per le donne di realizzare attività di impresa, contribuendo anche alla diffusione di quella cultura imprenditoriale necessaria alla crescita ed al consolidamento delle iniziative. Il Comitato si propone inoltre come punto di riferimento per le imprenditrici e le aspiranti imprenditrici, offrendo spazi di rappresentanza per esigenze e fabbisogni dell’imprenditoria femminile sul territorio, creando occasioni di confronto tra le diverse modalità di conciliare lavoro e vita familiare, fornendo uno stimolo alla creazione di informazioni, servizi e opportunità su misura per le donne creatrici d’impresa. Dall’inizio dell’anno è stato lanciato il Progetto “Percorsi imprenditoriali al femminile: cultura d’impresa e mentoring”, finalizzato alla promozione ed al sostegno dell’imprenditorialità, della creazione e dello start-up di nuove imprese, attraverso l’attivazione di servizi integrati di informazione, orientamento, formazione, assistenza tecnica ed accompagnamento. Inoltre, il Progetto intende promuovere e diffondere l’attività di “orientamento al ruolo imprenditoriale” sin dall’educazione scolastica. Il Progetto, che si inserisce nell’ambito delle attività promosse dalla Camera di Commercio di Roma e dal Comitato per l’imprenditoria femminile, è rivolto ad aspiranti imprenditori/imprenditrici e alle nuove imprese, in particolare alle imprese a titolarità femminile, e prevede una serie di iniziative di informazione, formazione ed assistenza secondo un modello di Mentoring in modalità Blended Mentoring (combinazione di contatti vis-à-vis e a distanza).

Come viene percepita in Italia una donna che riveste un ruolo tecnico importante in azienda? La mia personale esperienza, prima come donna dirigente di impresa privata e ora come titolare di impresa nel settore delle nuove tecnologie ICT, è quella che in Italia per una donna è molto difficile avere riconoscimenti sia per quanto riguarda la propria esperienza di lavoro, professione e di carriera sia per quanto riguarda la propria esperienza di vita come moglie, madre, figlia e soggetto di cura. Lo sviluppo integrato sia professionale che di realizzazione in quanto donna non è in alcun modo agevolato in azienda se si pensa che i nidi aziendali sono una rarità che merita ancora una notizia sul giornale o in TV. Il lavoro di cura di bambini, familiari e anziani non riesce infatti ancora a trovare la sua valorizzazione e riconoscimento. I percorsi di carriera dentro le aziende, soprattutto quelle a carattere tecnico, sono ancora fatti su misura delle necessità maschili e non sono assolutamente facili da percorrere per una donna. Io ad esempio ho viaggiato moltissimo per lavoro all’estero e questo ha sicuramente avuto un enorme impatto sulla mia vita privata! Le promozioni poi, soprattutto quella a dirigente d’azienda, sono rare e in ogni caso, anche nel caso si ottengono, gli stipendi sono sempre inferiori come riportato in recenti statistiche. Inoltre la cosiddetta quota rosa nei Consigli di Amministrazione secondo cui i Cda delle aziende quotate in borsa dovranno essere composti da un quinto di donne a partire dal 2012 e da un terzo dal 2015, proposta di legge che era già stata approvata dalla Camera il 2 dicembre 2010 e modificata dal Senato il 15 marzo 2011, è ormai realtà, ma di fatto il regolamento della CONSOB è arrivato solo in data 8 Febbraio 2012 – con Delibera n. 18098 – ma si è ancora in attesa e sono molti coloro che sono pronti a scommettere che la legge sarà aggirata almeno all’inizio! La associazione AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda, affiliata alla Femme Chefs d’enterprises mondiale,  si occupa proprio per statuto di far emergere la consapevolezza del valore etico e culturale della libera iniziativa e sviluppare il ruolo economico, sociale e politico della imprenditoria femminile, nonché incoraggiare e sostenere una significativa presenza della donna negli organi decisionali presso i poteri pubblici e privati ed utilizzare tutte le risorse disponibili per promuovere azioni di sostegno per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile.

Quali competenze servono per sviluppare un business sfruttando la rete? La rete è un sistema molto complesso che necessita di solida competenza professionale nel settore specifico e di grande agilità nel proporsi con tutti i nuovi strumenti social e e-commerce. Pertanto le competenze più richieste sono quelle di Business Model o Revenue Model, senza il quale non ha senso sviluppare un business sulla rete, quelle di Social Marketing per sviluppare la propria base di clientela e quella di Social CRM (Customer Relationship Management) per assistere la clientela in tutte le fasi della transazione sul web. Oggi il sito vetrina non basta più alle imprese, è necessario sviluppare un concetto di HUB, ovvero di snodo che aumenti la fidelizzazione della propria clientela e di servizi al corredo che siano al tempo stesso economici e affidabili. Va poi curata in modo quasi “maniacale” la qualità dei propri prodotti e servizi e la propria classificazione sui motori di ricerca. Inoltre, con le miriadi di siti che propongono agli utenti di collaborare nei giudizi sui diversi prodotti e servizi, è altrettanto necessario sorvegliare la propria reputazione in rete ed effettuare periodici monitoraggi.

Anna Giannetti è stata recentemente intervistata dal Corriere della Sera.

Informatici Senza Frontiere – Corriere della Sera