L’indagine: le imprese femminili sono in crescita

Secondo uno studio, effettuato da Confartigianato, sulla crescita e sullo sviluppo dell’imprenditoria femminile l’Italia, almeno per questa volta, si difende abbastanza bene. Addirittura il nostro paese ha una quantità di imprenditrici superiore rispetto a quella della Francia, dell’Inghilterra e della Germania. A quanto pare le donne avrebbero un’inclinazione naturale al fare impresa, grazie alla loro capacità di delegare e di gestire un team, oltre all’ormai nota dote del multitasking.

Meraviglia delle meraviglie, sono sempre di più le donne che si inseriscono nel settore dell’high tech.
Non mancano, come sempre, una certa difficoltà nell’avanzare in questo senso a causa di stereotipi e pregiudizi culturali, oltre alla necessità di conciliazione con gli impegni familiari.

Quello che sta prendendo piede è una nuova idea di economia, quella dei servizi motech, neologismo da “tech” e “motherly”: dei servizi che nascono per prendersi cura dei bisogni dei consumatori e per facilitare la gestione della loro vita quotidiana.

A ottobre la Settimana Europea delle Pmi: focus sull’imprenditoria femminile

Settimana Europea delle PMISaranno coinvolti 37 paesi: la Settimana Europea delle Pmi è già in fermento, anche se mancano ancora alcuni mesi in quanto si svolgerà dal 15 al 21 ottobre 2012.

Il programma, ancora in fase di definizione, sarà articolato in quattro tipi di workshop e sono aperte le iscrizioni per proporre manifestazioni da gestire.

Quest’anno il focus è sull’imprenditoria femminile e potranno essere proposti conferenze, seminari, percorsi formativi, fiere, concorsi, giornate a porte aperte in azienda ed eventi on-line.

Gli elementi da sottolineare dovranno incentrarsi sul riconoscimento dell’imprenditoria come parte essenziale dello sviluppo, del lavoro e dell’innovazione.

Per l’Italia le responsabili dell’evento sono la Dr.ssa Paola Ghia del Ministero dello Sviluppo Economico (paola.ghia@sviluppoeconomico.gov.it) e la Dr.ssa Sabina Russillo della CNA Roma (russillo@cnapmi.com).

Il comitato che si occuperà della verifica dei progetti e delle manifestazioni presentate sarà composto dai coordinatori nazionali, da due rappresentanti del Ministero, da un rappresentate delle Regioni e da uno dell’Enterprise Europe Network (EEN).

Per maggiori informazioni e candidature: http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/sme-week/.

Donne e uomini: manager di livello diverso

Nonostante l’imprenditoria femminile in Italia sia in crescita, sembra che le donne a capo di aziende siano sempre in numero minore rispetto alla media europea.

Fermo restando l’assolutamente positiva valutazione del valore aggiunto di donne manager alle aziende, nella pratica questo trova poco riscontro.

Ancora percentuali troppo basse di donne che occupano ruoli dirigenziali nelle aziende nazionali e nei consigli di amministrazione, oltre alla scarsa tutela del lavoro femminile.

In Europa in media i Consigli d’Amministrazione con presenza femminile sono l’11,4%, mentre in Italia siamo ancora fermi al 3,2%.

E se guardiamo alle aziende? Solo il 13,3% dei manager sono donne e anche a livello regionale e tra settore pubblico e privato ci sono delle differenze rilevanti. In Lombardia, per esempio, sono il 13,4%, mentre in Calabria il 16,2%. I settori più quotati? La grande distribuzione e il tessile, mentre poche donne nelle costruzioni e in ambito ingegneristico.

OcseSecondo alcuni report dell’Ocse, in realtà, le imprenditrici italiane sono tra i primi posti nella classifica europea, con una media del 3,6%, contro il 2,3% dell’Europa, ma ciò non significa che l’Italia offra molte opportunità alle donne che decidono di fare carriera. Il motivo, secondo l’analista Ocse Martina Portanti, è che le donna partecipano poco nel settore lavorativo:

In Italia il tasso di attività femminile (cioè quelle occupate più le disoccupate) è del 51%, contro una media Ocse del 65%, valori più bassi si registrano solo in Messico e Turchia“.

UNIONCAMERE Emilia-Romagna: un kit per l’impresa femminile

Unioncamere Emilia RomagnaSi tratta di un kit di autoapprendimento per imprenditori o aspiranti tali, con l’obiettivo di fornirgli gli strumenti utili allo start-up aziendale e alla gestione.

Il kit, promosso da Unioncamere Emilia Romagna, mostra una particolare attenzione per le donne imprenditrici, le stesse che sono chiamate a conciliare lavoro e famiglia.

Secondo uno studio dell’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere italiana, rispetto al 2010, infatti, sono in aumento le imprese femminili, con un aumento dello 0,5%, pari a 1.433.863 imprese, ovvero il 23,5% del totale delle imprese italiane.

È da questo importante dato che si muove il kit, ovviamente in formato digitale e con tutte le caratteristiche per una lettura semplice ed efficace. Vengono proposti due percorsi guidati:

- creazione d’impresa

- supporto start-up

Il tutto è accompagnato da test di autovalutazione che consentono di quantificare il livello di apprendimento. Il kit si può scaricare e consultare dal sito di Unioncamere Emilia Romagna.