Quanto servono le donne alla tecnologia: alcuni dati

Anche se ancora il pensiero più diffuso equivale al contrario, la realtà dei fatti ci sta dimostrando che le donne sono molto avvezze alla tecnologia.

Alcuni studi, per esempio, ci rivelano che le donne che fanno uso dei social network sono pari al 55% degli utenti e che nei settori STEM (The-Rise-of-Women-in-Tech-Logo scienze, tecnologia, ingegneria,matematica) un posto su quattro è rosa, ma solo l’8% delle startup imprenditoriali hanno un leader donna.

Nei settori STEM, a quanto pare, si scardina il meccanismo che vuole ancora una certa discrepanza, anche in termini salariali, tra uomini e donne, inoltre sembra anche che le imprese con un leader donna stiano registrando un discreto successo.

Diciamo che si sta facendo avanti una tendenza molto chiara: le donne stanno aumentando e registrano successi nei settori dell’Information Technology, basti pensare che nel triennio appena trascorso il 40% dei laureati in scienze informatiche di Harvard è costituito da donne.

L’indagine: le imprese femminili sono in crescita

Secondo uno studio, effettuato da Confartigianato, sulla crescita e sullo sviluppo dell’imprenditoria femminile l’Italia, almeno per questa volta, si difende abbastanza bene. Addirittura il nostro paese ha una quantità di imprenditrici superiore rispetto a quella della Francia, dell’Inghilterra e della Germania. A quanto pare le donne avrebbero un’inclinazione naturale al fare impresa, grazie alla loro capacità di delegare e di gestire un team, oltre all’ormai nota dote del multitasking.

Meraviglia delle meraviglie, sono sempre di più le donne che si inseriscono nel settore dell’high tech.
Non mancano, come sempre, una certa difficoltà nell’avanzare in questo senso a causa di stereotipi e pregiudizi culturali, oltre alla necessità di conciliazione con gli impegni familiari.

Quello che sta prendendo piede è una nuova idea di economia, quella dei servizi motech, neologismo da “tech” e “motherly”: dei servizi che nascono per prendersi cura dei bisogni dei consumatori e per facilitare la gestione della loro vita quotidiana.

Finanziamenti per l’imprenditoria femminile: fonti per tenersi aggiornati

Periodicamente vengono pubblicati dei bandi specifici relativi ai finanziamenti per l’imprenditoria femminile ma non sempre vengono divulgati come si deve.

Si tratta spesso di contributi a fondo perduto, ovvero che secondo quanto stabilito dalla legge 215/92 potranno non essere restituiti o restituiti solo in parte.

È importante tenere d’occhio queste opportunità utili per ottenere delle agevolazioni e dei finanziamenti a favore della propria impresa.
Per questo conviene sempre consultare il sito di Confindustria, quello del Ministero dello Sviluppo Economico e Contributi Regione, in cui troverete i bandi per i finanziamenti a fondo perduto con la ricerca per regione.

Progetto Vasi Comunicanti: politiche per il lavoro della Regione Lazio

Progetto Vasi ComunicantiIl Progetto Vasi Comunicanti si pone come un’iniziativa di politica attiva per il lavoro, a favore di soggetti “deboli” e per generare i giusti equilibri sociali.

Si scommette sulle aziende “in rosa” e quindi sull’imprenditoria femminile, stanziando 50mila euro per finanziare nuovi progetti proposti da donne disoccupate o inoccupate o da aziende già avviate a partire dal 31 gennaio 2011.

Il bando per la presentazione del progetto scade il prossimo 13 maggio e possono parteciparvi soggetti con sede legale e operativa in uno dei Comuni del territorio regionale.

I progetti dovranno avere un importo compreso tra i 5mila e i 25mila euro e i finanziamenti andranno a coprire il 70% delle spese sostenute.

Per candidarsi all’assegnazione dei fondi va presentata una domanda on line specificando informazioni come:

-         descrizione del progetto

-         tempi di realizzazione

-         investimenti proposti.

La domanda va stampata e inviata alla sede della società capofila del progetto, Business Value, unitamente ai cv dei componenti dell’impresa e al preventivo. La valutazione verrà effettuata da una commissione di professionisti nel settore della creazione di impresa.

Nel segno di Minerva: trenta protagoniste dell’imprenditoria femminile italiana

Antonio Barrella è l’autore del volume “Nel segno di Minerva”, che raccoglie degli scatti di trenta donne in carriera, manager e imprenditrici.

Nel segno di MinervaIl volume è stato realizzato dalla NEDE Comunication & Publishing, società di divulgazione culturale, in collaborazione con il Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile della Camera di Commercio di Roma.

Tra le imprenditrici e manager ritratte ci sono Eleonora Moccia proprietaria del brand di calzature che porta il suo nome, Roberta Angelini dell’Azienda movimento terra, Ida Benucci dell’omonima galleria romana e Francesca Patania titolare di un’impresa che si propone di lavorare materiali da riciclo.

Un omaggio alle donne che investono nel proprio lavoro contribuendo allo sviluppo economico italiano, come ha affermato anche Alberta Parissi, presidente del Comitato per la promozione dell’imprenditorialità femminile di Roma e provincia.

«L’imprenditoria femminile è un’opportunità per le donne di avere maggiore rispetto della meritocrazia, negata, nella migliore delle ipotesi sottostimata, in molti altri settori del lavoro e della politica. L’intraprendere, inoltre, è connesso indissolubilmente al senso di responsabilità. Questi due elementi per le donne a mio avviso sono legati all’etica, al rispetto per l’ambiente, per i diritti, all’attenzione verso la qualità della vita, alla necessità di bilanciare il tempo lavoro e il tempo privato. La loro sintesi può produrre un modello di equilibrio che tutti auspichiamo.»

A ottobre la Settimana Europea delle Pmi: focus sull’imprenditoria femminile

Settimana Europea delle PMISaranno coinvolti 37 paesi: la Settimana Europea delle Pmi è già in fermento, anche se mancano ancora alcuni mesi in quanto si svolgerà dal 15 al 21 ottobre 2012.

Il programma, ancora in fase di definizione, sarà articolato in quattro tipi di workshop e sono aperte le iscrizioni per proporre manifestazioni da gestire.

Quest’anno il focus è sull’imprenditoria femminile e potranno essere proposti conferenze, seminari, percorsi formativi, fiere, concorsi, giornate a porte aperte in azienda ed eventi on-line.

Gli elementi da sottolineare dovranno incentrarsi sul riconoscimento dell’imprenditoria come parte essenziale dello sviluppo, del lavoro e dell’innovazione.

Per l’Italia le responsabili dell’evento sono la Dr.ssa Paola Ghia del Ministero dello Sviluppo Economico (paola.ghia@sviluppoeconomico.gov.it) e la Dr.ssa Sabina Russillo della CNA Roma (russillo@cnapmi.com).

Il comitato che si occuperà della verifica dei progetti e delle manifestazioni presentate sarà composto dai coordinatori nazionali, da due rappresentanti del Ministero, da un rappresentate delle Regioni e da uno dell’Enterprise Europe Network (EEN).

Per maggiori informazioni e candidature: http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/sme-week/.

Donne e uomini: manager di livello diverso

Nonostante l’imprenditoria femminile in Italia sia in crescita, sembra che le donne a capo di aziende siano sempre in numero minore rispetto alla media europea.

Fermo restando l’assolutamente positiva valutazione del valore aggiunto di donne manager alle aziende, nella pratica questo trova poco riscontro.

Ancora percentuali troppo basse di donne che occupano ruoli dirigenziali nelle aziende nazionali e nei consigli di amministrazione, oltre alla scarsa tutela del lavoro femminile.

In Europa in media i Consigli d’Amministrazione con presenza femminile sono l’11,4%, mentre in Italia siamo ancora fermi al 3,2%.

E se guardiamo alle aziende? Solo il 13,3% dei manager sono donne e anche a livello regionale e tra settore pubblico e privato ci sono delle differenze rilevanti. In Lombardia, per esempio, sono il 13,4%, mentre in Calabria il 16,2%. I settori più quotati? La grande distribuzione e il tessile, mentre poche donne nelle costruzioni e in ambito ingegneristico.

OcseSecondo alcuni report dell’Ocse, in realtà, le imprenditrici italiane sono tra i primi posti nella classifica europea, con una media del 3,6%, contro il 2,3% dell’Europa, ma ciò non significa che l’Italia offra molte opportunità alle donne che decidono di fare carriera. Il motivo, secondo l’analista Ocse Martina Portanti, è che le donna partecipano poco nel settore lavorativo:

In Italia il tasso di attività femminile (cioè quelle occupate più le disoccupate) è del 51%, contro una media Ocse del 65%, valori più bassi si registrano solo in Messico e Turchia“.

UNIONCAMERE Emilia-Romagna: un kit per l’impresa femminile

Unioncamere Emilia RomagnaSi tratta di un kit di autoapprendimento per imprenditori o aspiranti tali, con l’obiettivo di fornirgli gli strumenti utili allo start-up aziendale e alla gestione.

Il kit, promosso da Unioncamere Emilia Romagna, mostra una particolare attenzione per le donne imprenditrici, le stesse che sono chiamate a conciliare lavoro e famiglia.

Secondo uno studio dell’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere italiana, rispetto al 2010, infatti, sono in aumento le imprese femminili, con un aumento dello 0,5%, pari a 1.433.863 imprese, ovvero il 23,5% del totale delle imprese italiane.

È da questo importante dato che si muove il kit, ovviamente in formato digitale e con tutte le caratteristiche per una lettura semplice ed efficace. Vengono proposti due percorsi guidati:

- creazione d’impresa

- supporto start-up

Il tutto è accompagnato da test di autovalutazione che consentono di quantificare il livello di apprendimento. Il kit si può scaricare e consultare dal sito di Unioncamere Emilia Romagna.

Associazione Prima Donna

Associazione Prima DonnaL’Associazione Prima Donna, nata nel 2008, è un’associazione senza scopo di lucro, che ha l’obiettivo di fornire supporto alle donne in cerca di lavoro, soprattutto per la loro riqualificazione professionale.

Si rivolge a tre tipi di destinatari:

  • Donne che lavorano
  • Donne che non lavorano
  • Aziende

Alle donne che lavorano l’associazione offre orientamento, supporto, coaching e mentoring, affiancandole per lo sviluppo occupazionale e professionale.

Per le donne che non lavorano è previsto il check up delle competenze e il servizio di networking, mentre alle aziende l’Associazione Prima Donna offre selezione del personale e organizzazione di eventi e incontri.

Donne e brevetti: un sintomo dello sviluppo dell’imprenditoria femminile

Secondo uno studio del National Women’s Business Council, continua a crescere il numero di donne che ottengono brevetti. Solo nel 2010 si era registrato un aumento del 35% rispetto all’anno precedente, per un totale di 22.984 i brevetti accordati contro i 17.061 del 2009, il 4,5% in più rispetto al 2008.

U.S. Patents and Trademarks OfficeLo studio fa fede ai brevetti assegnati dall’ufficio brevetti americani, U.S. Patents and Trademarks Office, in un arco di tempo che va dal 1975 al 2010.

Dei dati molto importanti per Donna James, dirigente della NWBC, che rivelano una certa crescita dell’attività imprenditoriale al femminile.

La proprietà di brevetti e marchi registrati è spesso un indicatore di attività imprenditoriale – e storicamente le donne non sono state un segmento molto corposo di questo gruppo. Una crescita nel possesso di proprietà intellettuale potrebbe indicare una forte crescita delle compagnie gestite da donne. La NWBC ha fortemente voluto questo studio perché ben poca ricerca ha analizzato specificatamente la connessione tra business gestiti da donne e proprietà intellettuale”.