Il web come opportunità per le donne

Donne e WebIl prossimo 21 febbraio a Prato partirà un corso di dodici ore, con un incontro settimanale (9-10.30 e 10.45-12.15), rivolto alle donne che vogliono accrescere le proprie competenze e conoscere le opportunità offerte dal web, per ottenere la propria indipendenza e gratificazione economica.

 

Per info e iscrizioni:

donnaweb@hotmail.it

3336636169 e 3498100098.

Eventi: Il fattore “D” è il valore aggiunto

Il 27 gennaio, presso la sede del CIS, a Valmadrera, in provincia di Lecco, si svolgerà un convegno dedicato al rapporto donna-lavoro, ai vantaggi e alle problematiche inerenti, dal titolo “Il fattore ‘D’ è il valore aggiunto“.

Ecco il programma con il dettaglio degli interventi:

La diversità di genere come valore aggiunto

Cristina Bombelli, presidente di Wise Growth

I vantaggi competitivi della diversity. Non solo differenze di genere

Edgar Klein Obbink, Corporate Advisor, già AD Kodak

La conciliazione famiglia-lavoro come leva strategica per utilizzare appieno il Fattore D

Cecilia Spanu, Project Consultant Moms@Work

Fil rouge: cosa lega la diversità?”

Luisa Frati, Marketing manager, Gruppo Frati

Il “gender pay gap” e il networking: la rete per unire le donne di business

Cos’è il “gender pay gap”? Il differenziale retributivo di genere. La Toulouse School of Economics, mettendo a confronto i percorsi di carriera di oltre 16mila manager di 4mila aziende europee e americane dal 1997 al 2009, ha cercato di individuare i fattori che lo determinano.

È venuto fuori che la differenza tra i redditi di uomini e donne, a parità di qualifica e impiego, è data dall’efficacia del networking. A quanto pare il reddito delle manager cresce all’aumentare dei legami con altre donne influenti, ma le donne, a differenza degli uomini, preferiscono avere reti piccole con “legami forti”, diversamente dai “legami deboli” maschili, che risultano più utili per trovare lavoro e fare carriera.

Altro fattore è l’homophily, per la quale si tende a stabilire legami con chi ci somiglia, fenomeno accentuato dai social media, che condiziona anche i percorsi di carriera: le donne non riescono a trarre vantaggi professionali grazie a contatti professionali con uomini, ma solo se in relazione con donne influenti.

Da qui nascono le comunità per facilitare la costruzione di reti sociali di tipo professionale tra donne: Girl Geek Dinners, Donne e tecnologie, Professional Women’s Association, ValoreD, EWMD, ITWIIN, gruppi su LinkedIn come Donne di Business, Donne@Work, Womentech e social network come W&W, Imprendium.

Qualche dato Audiweb sulla rete: le donne protagoniste della crescita

La fine dell’anno porta sempre con sé rapporti e studi per tirare un po’ le fila.

AudiwebAudiweb ha reso noto uno studio sulla penetrazione di internet in Italia e a quanto pare il simbolo della crescita della diffusione della rete è rappresentata dalle donne.

A novembre scorso sono stati 27 milioni gli italiani che si sono collegati a internet, il 9% in più rispetto al 2010.

Ogni giorno mediamente ci sono circa 13,4 milioni di utenti attivi, che in media navigano 1 ora e 23 minuti al giorno, per un totale di 160 pagine per persona.

Cresce la presenza al femminile nel giorno medio: l’11,7 per cento in più rispetto al 2010, con il 22,4% delle donne in rete almeno una volta nel giorno medio. Si tratta soprattutto di donne tra i 25 e i 34 anni (37 %), tra i 35 e i 54 anni (32%) e tra i 18 e i 24 anni (30,7%).

Gli uomini mediamente on line in un giorno sono il 26,5% (7,3 milioni), in particolare tra i 35 e i 54 anni (37,7%) e tra i 25 e i 34 anni (32,7%).

Tra gli utenti attivi il 30,7% è dell’area Nord Ovest, il 30,6% dell’area Sud e Isole, il 17,6 del Centro e il 15,1 del Nord Est.

Donne e pensioni: un confronto

Dal recente piano dei pensionamenti, in Italia l’età di ritiro dal mondo del lavoro, a partire dal 2021, sarà  67 anni (già dal 2016, 65 anni per tutti).

È previsto un sistema di premio per coloro che decidono di rimanere in pensione fino ai 70 anni.

Rapporto della Commissione Europea sulle pensioniQual è la differenza tra uomini e donne? Quasi irrilevante. Simile la situazione della Svezia, paese in cui è possibile ritirarsi dai 61 anni, a condizione di percepire solo una parte della propria pensione. Ma si può sempre decidere di rientrare a lavoro. Con questa riforma, in Svezia le donne vanno in pensione in media a 63,7 anni, età tra le più alte in Europa. Si diminuisce quindi il divario uomini vs. donne, anche se la pensione rosa è più bassa.

In Germania si vocifera che a breve l’età pensionabile delle donne raggiungerà addirittura i 67 anni, mentre in Francia si può andare in pensione dai 62 anni, ma con mensilità più bassa rispetto a coloro che decidono di ritirarsi a 65 anni.

Fonte: Rapporto della Commissione Europea sulle pensioni.