Donne e lavoro: ancora difficile fare carriera

Secondo il Global Gender gap report 2012, nonostante in Italia l’occupazione femminile sia in aumento, sussiste un problema di fondo: ancora troppe discriminante e difficoltà per il popolo femminile di fare carriera così come avviene nel caso degli uomini.

A quanto pare in questo senso l’Italia ha perso sei posizioni nella classifica relativa alle disuguaglianze tra i sessi rispetto all’anno scorso e adesso si trova all’ottantesimo posto.

Secondo l’INPS, che conferma lo studio, nel 2011 la retribuzione media annua lorda nelle aziende private è stata di 21.678 euro per le donne contro i 30.246 euro degli uomini. I paesi in cui invece queste differenze tra uomo e donna non esistono, secondo il Global Gender gap report 2012 sono Islanda, Finlandia, Norvegia e Svezia.

Donne e uomini: manager di livello diverso

Nonostante l’imprenditoria femminile in Italia sia in crescita, sembra che le donne a capo di aziende siano sempre in numero minore rispetto alla media europea.

Fermo restando l’assolutamente positiva valutazione del valore aggiunto di donne manager alle aziende, nella pratica questo trova poco riscontro.

Ancora percentuali troppo basse di donne che occupano ruoli dirigenziali nelle aziende nazionali e nei consigli di amministrazione, oltre alla scarsa tutela del lavoro femminile.

In Europa in media i Consigli d’Amministrazione con presenza femminile sono l’11,4%, mentre in Italia siamo ancora fermi al 3,2%.

E se guardiamo alle aziende? Solo il 13,3% dei manager sono donne e anche a livello regionale e tra settore pubblico e privato ci sono delle differenze rilevanti. In Lombardia, per esempio, sono il 13,4%, mentre in Calabria il 16,2%. I settori più quotati? La grande distribuzione e il tessile, mentre poche donne nelle costruzioni e in ambito ingegneristico.

OcseSecondo alcuni report dell’Ocse, in realtà, le imprenditrici italiane sono tra i primi posti nella classifica europea, con una media del 3,6%, contro il 2,3% dell’Europa, ma ciò non significa che l’Italia offra molte opportunità alle donne che decidono di fare carriera. Il motivo, secondo l’analista Ocse Martina Portanti, è che le donna partecipano poco nel settore lavorativo:

In Italia il tasso di attività femminile (cioè quelle occupate più le disoccupate) è del 51%, contro una media Ocse del 65%, valori più bassi si registrano solo in Messico e Turchia“.