Ultimi dati sulla disoccupazione: a pagare sono donne e giovani

Secondo quanto rivelato dall’Istat, la percentuale della disoccupazione è salita al 9,3%, dato più elevato dal 2004.

Ovviamente la crisi più grave colpisce giovani tra i 15 e i 24 anni (31,9%).

Facciamo qualche numero:

  • I disoccupati sono più di 2,3 milioni
  • 44mila donne occupate in meno rispetto a gennaio
  • al sud le donne disoccupate sono il 49,2 % del totale.

A fare compagnia a questa disastrosa situazione italiana ci sono Spagna e Grecia, in cui il tasso di disoccupazione è pari, rispettivamente, al 23,6 e al 21%.

Diversa, anzi decisamente migliore, la situazione dell’Austria (disoccupazione al 4,2%), di Olanda e Lussemburgo (circa 5%) e Germania (5,7%).

A ottobre la Settimana Europea delle Pmi: focus sull’imprenditoria femminile

Settimana Europea delle PMISaranno coinvolti 37 paesi: la Settimana Europea delle Pmi è già in fermento, anche se mancano ancora alcuni mesi in quanto si svolgerà dal 15 al 21 ottobre 2012.

Il programma, ancora in fase di definizione, sarà articolato in quattro tipi di workshop e sono aperte le iscrizioni per proporre manifestazioni da gestire.

Quest’anno il focus è sull’imprenditoria femminile e potranno essere proposti conferenze, seminari, percorsi formativi, fiere, concorsi, giornate a porte aperte in azienda ed eventi on-line.

Gli elementi da sottolineare dovranno incentrarsi sul riconoscimento dell’imprenditoria come parte essenziale dello sviluppo, del lavoro e dell’innovazione.

Per l’Italia le responsabili dell’evento sono la Dr.ssa Paola Ghia del Ministero dello Sviluppo Economico (paola.ghia@sviluppoeconomico.gov.it) e la Dr.ssa Sabina Russillo della CNA Roma (russillo@cnapmi.com).

Il comitato che si occuperà della verifica dei progetti e delle manifestazioni presentate sarà composto dai coordinatori nazionali, da due rappresentanti del Ministero, da un rappresentate delle Regioni e da uno dell’Enterprise Europe Network (EEN).

Per maggiori informazioni e candidature: http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/sme-week/.

Associazione Prima Donna

Associazione Prima DonnaL’Associazione Prima Donna, nata nel 2008, è un’associazione senza scopo di lucro, che ha l’obiettivo di fornire supporto alle donne in cerca di lavoro, soprattutto per la loro riqualificazione professionale.

Si rivolge a tre tipi di destinatari:

  • Donne che lavorano
  • Donne che non lavorano
  • Aziende

Alle donne che lavorano l’associazione offre orientamento, supporto, coaching e mentoring, affiancandole per lo sviluppo occupazionale e professionale.

Per le donne che non lavorano è previsto il check up delle competenze e il servizio di networking, mentre alle aziende l’Associazione Prima Donna offre selezione del personale e organizzazione di eventi e incontri.

L’UE a sostegno dell’imprenditoria femminile

Per chi non ne fosse a conoscenza, da quasi un anno l’Unione Europea si è finalmente resa conto che l’imprenditoria femminile necessita di un sostegno, non solo economico, ma anche formativo e di consulenza.

Esiste quindi una rete di consulenti, donne esperte di settore, che mettono a disposizione la propria esperienza per le giovani imprenditrici, sia alle prime armi che inattive da più di quattro anni, al fine di invogliare le donne a sviluppare un proprio progetto di business.

La rete coinvolge 17 paesi per un totale di 170 consulenti provenienti da varie nazioni, tra le quali anche l’Italia.

Secondo l’Unione Europea l’imprenditoria femminile è fondamentale per la crescita economica e necessita di un ulteriore sviluppo e di continuo sostegno, così come ha evidenziato, riassumendo il progetto, il vicepresidente della Commissione UE, Antonio Tajani.

Quali sono le differenze tra uomini e donne quando si parla di imprenditoria? Le donne hanno la capacità di valutare ed esaminare tutti i pro e i contro che riguardano l’apertura di una nuova impresa, e per questo spesso portano avanti questa iniziativa senza lasciare una precedente occupazione, in modo da limitare i rischi legati a un possibile fallimento. Questo perché spesso alla base delle imprese in rosa c’è un capitale inferiore rispetto a quello speso dagli uomini, che si traduce inevitabilmente in prudenza iniziale.

Per maggiori informazione basta consultare il sito della Commissione Europea o contattare il centro di Enterprise Europe Network più vicino.