Facebook e le donne…tecnologiche!

Segnalo questo video diffuso l’anno scorso dal canale ufficiale di Facebook su YouTube: è stato diffuso in occasione della Giornata internazionale della donna, il noto 8 marzo.

L’obiettivo? Incoraggiare le ragazze a studiare informatica, perchè “ci dovrebbero essere più donne nel mondo della tecnologia“.

Donne e Tecnologia: in Italia arriva Girls in Tech

Un’associazione che ha come scopo principale quello di coinvolgere le donne nel mondo della tecnologia, possibilmente favorendo anche lo sviluppo di idee imprenditoriali.

Girls in Tech nasce nel 2007 per iniziativa di Adriana Gascoigne, con la mission di divenire luogo di scambio di opinioni di idee sul business e sulla carriera per le donne tecnologiche, oltre a strumenti e materiali formativi.

La sua “costola” italiana ha base a Milano ed è frutto dell’iniziativa di Anna Sargian, appassionata di startup, impresa, innovazione e tecnologia. Su Wired.it è stata pubblicata un’interessante intervista a colei che crede fermamente, ormai da anni, alla fusione tra universo femminile e tecnologia.

In Italia Git si propone di sviluppare una vera e propria community e vuole diventare il punto di riferimento per le donne che lavorano settore della tecnologia a 360 gradi; dalla startuper all’imprenditrice di successo, dalla top manager di una grande multinazionale alla ricercatrice di fama internazionale, con lo scopo di offrire un luogo di scambio di esperienze e idee, di confronto costruttivo e stimolo, spaziando dalla carriera personale al business specifico“.

In programmazione un primo evento previsto per l’inizio 2013 concentrato sulla capacità delle donne di avere successo con idee di business legate all’innovazione e alla tecnologia.

A quanto pare, infatti, secondo la classifica di Girls in Tech delle 100 donne che si sono distinte nel settore tecnologico in Europa, ce ne sono quattro italiane: Diana Saraceni, Barbara Labate, Marina Tognetti e Sofia Barattieri. Ma siamo convinti che ce ne siano molte altre.

Attualmente potrete reperire informazioni su Girls in Tech Milano sulla Pagina Fan Ufficiale.

Quanto servono le donne alla tecnologia: alcuni dati

Anche se ancora il pensiero più diffuso equivale al contrario, la realtà dei fatti ci sta dimostrando che le donne sono molto avvezze alla tecnologia.

Alcuni studi, per esempio, ci rivelano che le donne che fanno uso dei social network sono pari al 55% degli utenti e che nei settori STEM (The-Rise-of-Women-in-Tech-Logo scienze, tecnologia, ingegneria,matematica) un posto su quattro è rosa, ma solo l’8% delle startup imprenditoriali hanno un leader donna.

Nei settori STEM, a quanto pare, si scardina il meccanismo che vuole ancora una certa discrepanza, anche in termini salariali, tra uomini e donne, inoltre sembra anche che le imprese con un leader donna stiano registrando un discreto successo.

Diciamo che si sta facendo avanti una tendenza molto chiara: le donne stanno aumentando e registrano successi nei settori dell’Information Technology, basti pensare che nel triennio appena trascorso il 40% dei laureati in scienze informatiche di Harvard è costituito da donne.

Cibando offre lavoro alle Donne. Quando start up e lavoro al femminile si integrano

Ne avevamo parlato qualche tempo fa. Cibando è una giovane realtà nel mondo dell’imprenditoria che fa del web e dei suoi strumenti delle opportunità di business non indifferenti.

Già nei primi mesi l’idea di Guk Kim, 23 anni, ha riscosso un notevole successo. In cosa consiste? Cibando crea contenuti eno-gastronomici su misura per gli esercizi di ristorazione e li distribuisce in rete. Facciamo qualche numero:
-    Oltre 390 mila fan su Facebook
-    un’App (iphone e android) che rientra nella classifica di quelle “Scelte dalla Redazione”

E adesso la start up non più start up (è stata fondata nel 2011) offre anche lavoro alle donne, un lavoro flessibile, creativo e stimolante. Questo perché, come ha spiegato il fondatore, le donne sono “multitasking”, hanno elevata sensibilità nel riconoscere il buono e il bello.
Oggi vogliamo lanciare questa campagna di reclutamento donne perché abbiamo avuto modo di verificare che sono i migliori agenti per proporre il nostro servizio, abbiamo delle collaboratrici su Roma e Napoli che costituiscono già dei modelli di come si possa lavorare in modo molto soddisfacente con noi, lo stesso direttore commerciale è una donna. Non è indispensabile che abbiamo già esperienza in questo settore, le formiamo noi, devono però essere motivate, estroverse, abbastanza disinvolte nell’uso di iPhone, iPad, smartphone e avere naturalmente passione per il mondo food!”.

La ricerca di eBay: il web è donna

Se dovessimo attribuire un sesso al web sarebbe sicuramente donna. L’ha detto eBay, noto sito di commercio e annunci online, che, dopo aver notato un notevole incremento di inserzioni al femminile, ha deciso di capirne di più e di capire il rapporto tra le donne e il web.

Quali sono le loro principali attività online? La ricerca prende il nome di Women’s Generation 2.0.
Il risultato?

Secondo eBay le donne che usano il sito di acquisti lo fanno principalmente per:
-    trovare lavoro
-    far conoscere la propria attività imprenditoriale
-    fare acquisti approfittando della convenienza.

Lo studio si è svolto seguendo due tematiche: Donne e lavoro e Donne straniere in Italia. Sono venuti fuori dei casi concreti come la storia di Gabriella che ha creato una base online dove vendere i pezzi unici di alcuni artigiani di cui si è fatta promotrice, oppure quella di Anna, appassionata di moda e cucina, che ha creato un blog in cui propone ricette simili ai vestiti. Quando si dice il “gusto per la moda”…

Tra gli esempi di Donne straniere in Italia c’è la storia di Hiroko, giovane mamma giapponese, che grazie a eBay ha comprato tutto il necessario per il suo bambino, ha trovato una babysitter e diversi lavori. Poi c’è Barbara, designer brasiliana: con eBay ha trovato diversi lavori e collaborazioni dopo un master in design ed è riuscita a promuovere e vendere scatole di design realizzate da lei.

Piccole storie di vita che hanno portato eBay annunci a definire un genere per la rete: sicuramente in rosa.

“Go green! Unni viri virdi vai”: le Girl Geek Dinners Sicilia si dedicano all’ecosostenibilità

Go green! Unni viri virdi vai” è la manifestazione organizzata dalle Girl Geek Dinners Sicilia il 16 giugno alle 17.30 a Siracusa.

Go Green!Si tratta di un evento dedicato alle donne appassionate di tecnologia, internet, comunicazione, e si concentrerà su temi come ecosostenibilità ed ecocompatibilità.

La manifestazione green è sostenuta da Telecom Italia con il progetto Impresa Semplice ed è aperta anche agli uomini, a patto che siano accompagnati da una donna, come hanno sempre previsto le Girl Geek.

L’hashtag ufficiale dell’evento su Twitter sarà #ggdsicilia2: l’associazione delle donne geek invita tutti a dare suggerimenti e consigli su come rendere un’impresa green.

I migliori cinguettii comporranno un poster consultabile on line sul sito di Donna Impresa e verrà presentato durante l’evento.

Donne e web: facciamo il punto della situazione

Un interessante articolo de La StampaDonne e fantasia – Ecco i nuovi lavori” affronta un tema a me molto caro: le potenzialità della Rete e della tecnologia nell’ottica della realizzazione personale e professionale femminile.

La testata parla di Women’s Generation 2.0, ovvero di una nuova generazione di donne caparbie e sicure delle proprie capacità nella realizzazione di idee di business, che, in assenza di finanziamenti, inventano e promuovono attività via Internet.

L’81% delle ragazze tra i 22 e i 32 anni usa Internet per la posta, i gruppi d’acquisto, l’e-commerce, il 45 lo trova un buon sistema per fare impresa. E di idee di business di successo grazie al Web ce ne sono molte.

Demò Sempre Meglio esserciSi racconta storia come quelle di Viola Damiani, trentenne romana, che ha fondato Demò Sempre Meglio esserci, Sara Root, digital pr, Barbara Labate, di Risparmiosuper, che permette di fare la spesa confrontando i prezzi.

Si continua con Gabriella Somaruga, 49 anni, informatica e imprenditrice: il suo progetto si chiama «Toc» (Talenti d’Origine Controllata) e parte da un’idea di business etico al femminile.

Sono delle storie semplici, che partono da idee (o necessità) altrettanto “piccole”, a testimonianza che, imparando a sfruttare gli strumenti che la Rete ci offre, calibrandoli in base alle nostre ambizioni e intenzioni, possiamo realmente e concretamente realizzarci a livello professionale. Ed essere soddisfatte del nostro lavoro.

Informatici Senza Frontiere ONLUS ed imprenditoria femminile: intervista ad Anna Giannetti

Anna Giannetti è Responsabile Comunicazione di Informatici Senza Frontiere Lazio, progetto finalizzato all’alfabetizzazione informatica nelle situazioni di disagio. Rappresenta anche l’esperienza di una donna che è riuscita a raggiungere una posizione elevata nel campo della tecnologia, al di là della cultura italiana, forse ancora arretrata, che non conferisce alle donne che ricoprono ruoli di questo tipo la giusta importanza.

Informatici Senza FrontiereCome nasce Informatici Senza Frontiere ONLUS e con quale obiettivo? Informatici senza frontiere nasce alla fine del 2005 da un gruppo di manager veneti che lavorano nel settore informatico, che ha deciso di mettere le proprie conoscenze in un aiuto concreto contro il digital divide. È la più grande Onlus italiana di volontariato informatico che ha come primo obiettivo quello di utilizzare conoscenze e strumenti informatici per portare un aiuto concreto a chi vive situazioni di povertà, emarginazione e difficoltà. Per noi fondatori e soci volontari di “Informatici senza Frontiere”, l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresenta un prerequisito essenziale allo sviluppo economico e sociale: è un bene comune di primaria necessità. Paradossalmente, nei paesi sviluppati esiste un grande spreco di tecnologia: hardware ritenuto obsoleto ma anche conoscenze informatiche inutilizzate. Con Informatici Senza Frontiere realizziamo progetti in Italia e nei paesi in via di sviluppo per cercare di superare questo paradosso, offrendo l’opportunità di conoscenza dell’informatica e i vantaggi che anche una semplice tecnologia può portare a realtà come ospedali, carceri, case di accoglienza e scuole.  Ci occupiamo di offrire corsi e strumenti di alfabetizzazione informatica e realizziamo piccoli sistemi informativi  che permettono, con poche risorse e in completa autonomia, un miglioramento nella gestione delle operazioni basilari e quotidiane, nella comunicazione tra gli utenti, nell’accesso alla conoscenza. Alla loro installazione spesso accompagniamo lo sviluppo di software specifici, open source e di utilizzo semplice, come nel caso di Open Hospital, che permette la gestione delle operazioni quotidiane di piccoli ospedali rurali, oggi installato in più di dieci realtà in tutto il mondo. Oggi Informatici Senza Frontiere conta undici sezioni regionali e più di 300 soci e socie, informatici e non, che contribuiscono alla vita dell’associazione.

Parlando di donne e impresa, quali sono le concrete possibilità e agevolazioni di cui possono godere le donne che decidono di mettersi in proprio? La tematica Donne e Impresa è molto sentita a Roma e a tale fine è stato costituito dalla Camera di Commercio di Roma un Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile con i seguenti obiettivi:

·         valorizzare e sostenere le attività imprenditoriali delle donne sul territorio, esprimendo nel contempo un importante segnale di apertura alla città ed una volontà di integrazione con attività ed iniziative già realizzate da altri soggetti;

·         dare un’attuazione originale ed innovativa al protocollo d’intesa Unioncamere- MSE, configurando la Capitale come città-guida, come laboratorio per la progettazione di nuove esperienze, all’avanguardia nelle attività di promozione dell’imprenditoria femminile e dell’occupazione in genere.

Il Comitato individua e promuove le azioni e gli strumenti più idonei per migliorare e moltiplicare concretamente le opportunità per le donne di realizzare attività di impresa, contribuendo anche alla diffusione di quella cultura imprenditoriale necessaria alla crescita ed al consolidamento delle iniziative. Il Comitato si propone inoltre come punto di riferimento per le imprenditrici e le aspiranti imprenditrici, offrendo spazi di rappresentanza per esigenze e fabbisogni dell’imprenditoria femminile sul territorio, creando occasioni di confronto tra le diverse modalità di conciliare lavoro e vita familiare, fornendo uno stimolo alla creazione di informazioni, servizi e opportunità su misura per le donne creatrici d’impresa. Dall’inizio dell’anno è stato lanciato il Progetto “Percorsi imprenditoriali al femminile: cultura d’impresa e mentoring”, finalizzato alla promozione ed al sostegno dell’imprenditorialità, della creazione e dello start-up di nuove imprese, attraverso l’attivazione di servizi integrati di informazione, orientamento, formazione, assistenza tecnica ed accompagnamento. Inoltre, il Progetto intende promuovere e diffondere l’attività di “orientamento al ruolo imprenditoriale” sin dall’educazione scolastica. Il Progetto, che si inserisce nell’ambito delle attività promosse dalla Camera di Commercio di Roma e dal Comitato per l’imprenditoria femminile, è rivolto ad aspiranti imprenditori/imprenditrici e alle nuove imprese, in particolare alle imprese a titolarità femminile, e prevede una serie di iniziative di informazione, formazione ed assistenza secondo un modello di Mentoring in modalità Blended Mentoring (combinazione di contatti vis-à-vis e a distanza).

Come viene percepita in Italia una donna che riveste un ruolo tecnico importante in azienda? La mia personale esperienza, prima come donna dirigente di impresa privata e ora come titolare di impresa nel settore delle nuove tecnologie ICT, è quella che in Italia per una donna è molto difficile avere riconoscimenti sia per quanto riguarda la propria esperienza di lavoro, professione e di carriera sia per quanto riguarda la propria esperienza di vita come moglie, madre, figlia e soggetto di cura. Lo sviluppo integrato sia professionale che di realizzazione in quanto donna non è in alcun modo agevolato in azienda se si pensa che i nidi aziendali sono una rarità che merita ancora una notizia sul giornale o in TV. Il lavoro di cura di bambini, familiari e anziani non riesce infatti ancora a trovare la sua valorizzazione e riconoscimento. I percorsi di carriera dentro le aziende, soprattutto quelle a carattere tecnico, sono ancora fatti su misura delle necessità maschili e non sono assolutamente facili da percorrere per una donna. Io ad esempio ho viaggiato moltissimo per lavoro all’estero e questo ha sicuramente avuto un enorme impatto sulla mia vita privata! Le promozioni poi, soprattutto quella a dirigente d’azienda, sono rare e in ogni caso, anche nel caso si ottengono, gli stipendi sono sempre inferiori come riportato in recenti statistiche. Inoltre la cosiddetta quota rosa nei Consigli di Amministrazione secondo cui i Cda delle aziende quotate in borsa dovranno essere composti da un quinto di donne a partire dal 2012 e da un terzo dal 2015, proposta di legge che era già stata approvata dalla Camera il 2 dicembre 2010 e modificata dal Senato il 15 marzo 2011, è ormai realtà, ma di fatto il regolamento della CONSOB è arrivato solo in data 8 Febbraio 2012 – con Delibera n. 18098 – ma si è ancora in attesa e sono molti coloro che sono pronti a scommettere che la legge sarà aggirata almeno all’inizio! La associazione AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda, affiliata alla Femme Chefs d’enterprises mondiale,  si occupa proprio per statuto di far emergere la consapevolezza del valore etico e culturale della libera iniziativa e sviluppare il ruolo economico, sociale e politico della imprenditoria femminile, nonché incoraggiare e sostenere una significativa presenza della donna negli organi decisionali presso i poteri pubblici e privati ed utilizzare tutte le risorse disponibili per promuovere azioni di sostegno per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile.

Quali competenze servono per sviluppare un business sfruttando la rete? La rete è un sistema molto complesso che necessita di solida competenza professionale nel settore specifico e di grande agilità nel proporsi con tutti i nuovi strumenti social e e-commerce. Pertanto le competenze più richieste sono quelle di Business Model o Revenue Model, senza il quale non ha senso sviluppare un business sulla rete, quelle di Social Marketing per sviluppare la propria base di clientela e quella di Social CRM (Customer Relationship Management) per assistere la clientela in tutte le fasi della transazione sul web. Oggi il sito vetrina non basta più alle imprese, è necessario sviluppare un concetto di HUB, ovvero di snodo che aumenti la fidelizzazione della propria clientela e di servizi al corredo che siano al tempo stesso economici e affidabili. Va poi curata in modo quasi “maniacale” la qualità dei propri prodotti e servizi e la propria classificazione sui motori di ricerca. Inoltre, con le miriadi di siti che propongono agli utenti di collaborare nei giudizi sui diversi prodotti e servizi, è altrettanto necessario sorvegliare la propria reputazione in rete ed effettuare periodici monitoraggi.

Anna Giannetti è stata recentemente intervistata dal Corriere della Sera.

Informatici Senza Frontiere – Corriere della Sera

CloudNOW: due donne vincono la prima edizione del premio

Si parla di cloud computing e quindi di tecnologia.

La prima edizione del CloudNow Award ha visto l’assegnazione di due premi al Ceo di Terremark, Jamie Dos Santos, e al vice presidente Cloud Products, Ellen Rubin.

CloudNOW, Cloud Network of Women, rappresenta la futura generazione IT e quella di aziende tecnologiche al femminile: si tratta di un consorzio no-profit di donne leader nel settore del cloud computing.

Terremark è orgogliosa di essere leader del settore e in qualità di key contributor, non potrei essere più onorata di ricevere questo riconoscimento. Quando si pensa al cloud computing, soprattutto nel settore pubblico, si nota un elevato livello di innovazione e le donne nel nostro settore stanno contribuendo in maniera significativa a quest’area della tecnologia in continua evoluzione.”

Ha commentato così l’assegnazione del suo premio Jamie Dos Santos che in Terremark ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo, nell’implementazione e nel marketing del Terremark Enterprise Cloud Federal Edition, infrastruttura riservata in ambito federale.

La Rubin, invece, è stata co-fondatrice di CloudSwitch, software company attiva nella tecnologia cloud, acquisita dalla società di Verizon, Terremark, nell’agosto 2011.

Per lei “Il cloud computing rappresenta una nuova fase rivoluzionaria per il mondo IT e ha già dimostrato di essere una tecnologia dirompente in grado di cambiare il modo in cui le aziende di tutto il mondo conducono le proprie operazioni. Il fatto che CloudNOW riconosca la thought leadership di donne talentuose nel nostro settore è una dichiarazione importante sul ruolo che le donne hanno in questo mercato emergente.

Donne High-Tech: qualche dato

Sembra che le donne appassionate di tecnologia siano in costante aumento.

Dati alla mano, il popolo di donne high-tech cresce a vista d’occhio.

  • 31.500 imprese femminili nei settoridell’high-tech
  • la regione più attiva è la Sicilia, con un +5%, seguita da Basilicata, +4,4% e Puglia, +3,7%
  • in Lombardia c’è un’impresa femminile high-tech su cinque (23% del totale nazionale)
  • Roma conta 2289 imprese (7,3% del totale italiano), Torino 1.608 (5,1%), Napoli 1.459 imprese (4,6%) e Brescia 837 (2,7%)

I dati risalgono alla fine del 2011, ma sono abbastanza eloquenti: si preannunciano ulteriori sviluppi di imprese al femminile che si concentrino sulle nuove tecnologie e sul web, prova ne siano tutti i premi e gli eventi organizzati in questo senso negli ultimi mesi.