Il profilo della startup italiana

Anche se in Italia il supporto alle startup non è paragonabile a quello che esiste in altri paesi europei, come per esempio Francia e Germania, c’è da dire che la startup italiana continua a difendersi e aumentano gli esempi di esperienze, spesso molto interessanti, di nuove imprese, piccole o grandi che siano.

Le idee per la creazione di una nuova azienda, poche volte (purtroppo!) diretta da imprenditrici, trovano terreno fertile nello sfruttamento della rete e della tecnologia, che consente di portare avanti idee di business originali e di successo.

Ecco il profilo della startup italiana:

1)      Solo una startup su dieci ha un founder unico, mentre all’estero si parla del 30%

2)      L’ età media del founder è di 32 anni

3)      Il team è composto di solito da 2/3 persone

4)      Il 13% dei CEO sono donne

5)      Il 5% delle startup si occupano di Biotech

6)      Le aziende web-oriented toccano il 60%

Questi sono soltanto alcuni dati e, secondo un’analisi approfondita, sembra che il tallone d’Achille degli startupper italiani sia la mancanza di formazione approfondita ed aggiornata, che contribuisca a sviluppare competenze e sensibilità manageriale.

Qualche segnale di una certa consapevolezza di questo deficit proviene da progetti, seminari ed eventi che si concentrano sul trasferimento di competenze manageriali.

Si stanno sviluppando sempre di più anche le proposte esplicitamente pensate per le donne (per esempio il progetto Be-Win). Un segnale sicuramente positivo, che testimonia uno sviluppo anche a livello culturale e sociale.