A ottobre la Settimana Europea delle Pmi: focus sull’imprenditoria femminile

Settimana Europea delle PMISaranno coinvolti 37 paesi: la Settimana Europea delle Pmi è già in fermento, anche se mancano ancora alcuni mesi in quanto si svolgerà dal 15 al 21 ottobre 2012.

Il programma, ancora in fase di definizione, sarà articolato in quattro tipi di workshop e sono aperte le iscrizioni per proporre manifestazioni da gestire.

Quest’anno il focus è sull’imprenditoria femminile e potranno essere proposti conferenze, seminari, percorsi formativi, fiere, concorsi, giornate a porte aperte in azienda ed eventi on-line.

Gli elementi da sottolineare dovranno incentrarsi sul riconoscimento dell’imprenditoria come parte essenziale dello sviluppo, del lavoro e dell’innovazione.

Per l’Italia le responsabili dell’evento sono la Dr.ssa Paola Ghia del Ministero dello Sviluppo Economico (paola.ghia@sviluppoeconomico.gov.it) e la Dr.ssa Sabina Russillo della CNA Roma (russillo@cnapmi.com).

Il comitato che si occuperà della verifica dei progetti e delle manifestazioni presentate sarà composto dai coordinatori nazionali, da due rappresentanti del Ministero, da un rappresentate delle Regioni e da uno dell’Enterprise Europe Network (EEN).

Per maggiori informazioni e candidature: http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/sme-week/.

UNIONCAMERE Emilia-Romagna: un kit per l’impresa femminile

Unioncamere Emilia RomagnaSi tratta di un kit di autoapprendimento per imprenditori o aspiranti tali, con l’obiettivo di fornirgli gli strumenti utili allo start-up aziendale e alla gestione.

Il kit, promosso da Unioncamere Emilia Romagna, mostra una particolare attenzione per le donne imprenditrici, le stesse che sono chiamate a conciliare lavoro e famiglia.

Secondo uno studio dell’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere italiana, rispetto al 2010, infatti, sono in aumento le imprese femminili, con un aumento dello 0,5%, pari a 1.433.863 imprese, ovvero il 23,5% del totale delle imprese italiane.

È da questo importante dato che si muove il kit, ovviamente in formato digitale e con tutte le caratteristiche per una lettura semplice ed efficace. Vengono proposti due percorsi guidati:

- creazione d’impresa

- supporto start-up

Il tutto è accompagnato da test di autovalutazione che consentono di quantificare il livello di apprendimento. Il kit si può scaricare e consultare dal sito di Unioncamere Emilia Romagna.

Informatici Senza Frontiere ONLUS ed imprenditoria femminile: intervista ad Anna Giannetti

Anna Giannetti è Responsabile Comunicazione di Informatici Senza Frontiere Lazio, progetto finalizzato all’alfabetizzazione informatica nelle situazioni di disagio. Rappresenta anche l’esperienza di una donna che è riuscita a raggiungere una posizione elevata nel campo della tecnologia, al di là della cultura italiana, forse ancora arretrata, che non conferisce alle donne che ricoprono ruoli di questo tipo la giusta importanza.

Informatici Senza FrontiereCome nasce Informatici Senza Frontiere ONLUS e con quale obiettivo? Informatici senza frontiere nasce alla fine del 2005 da un gruppo di manager veneti che lavorano nel settore informatico, che ha deciso di mettere le proprie conoscenze in un aiuto concreto contro il digital divide. È la più grande Onlus italiana di volontariato informatico che ha come primo obiettivo quello di utilizzare conoscenze e strumenti informatici per portare un aiuto concreto a chi vive situazioni di povertà, emarginazione e difficoltà. Per noi fondatori e soci volontari di “Informatici senza Frontiere”, l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresenta un prerequisito essenziale allo sviluppo economico e sociale: è un bene comune di primaria necessità. Paradossalmente, nei paesi sviluppati esiste un grande spreco di tecnologia: hardware ritenuto obsoleto ma anche conoscenze informatiche inutilizzate. Con Informatici Senza Frontiere realizziamo progetti in Italia e nei paesi in via di sviluppo per cercare di superare questo paradosso, offrendo l’opportunità di conoscenza dell’informatica e i vantaggi che anche una semplice tecnologia può portare a realtà come ospedali, carceri, case di accoglienza e scuole.  Ci occupiamo di offrire corsi e strumenti di alfabetizzazione informatica e realizziamo piccoli sistemi informativi  che permettono, con poche risorse e in completa autonomia, un miglioramento nella gestione delle operazioni basilari e quotidiane, nella comunicazione tra gli utenti, nell’accesso alla conoscenza. Alla loro installazione spesso accompagniamo lo sviluppo di software specifici, open source e di utilizzo semplice, come nel caso di Open Hospital, che permette la gestione delle operazioni quotidiane di piccoli ospedali rurali, oggi installato in più di dieci realtà in tutto il mondo. Oggi Informatici Senza Frontiere conta undici sezioni regionali e più di 300 soci e socie, informatici e non, che contribuiscono alla vita dell’associazione.

Parlando di donne e impresa, quali sono le concrete possibilità e agevolazioni di cui possono godere le donne che decidono di mettersi in proprio? La tematica Donne e Impresa è molto sentita a Roma e a tale fine è stato costituito dalla Camera di Commercio di Roma un Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile con i seguenti obiettivi:

·         valorizzare e sostenere le attività imprenditoriali delle donne sul territorio, esprimendo nel contempo un importante segnale di apertura alla città ed una volontà di integrazione con attività ed iniziative già realizzate da altri soggetti;

·         dare un’attuazione originale ed innovativa al protocollo d’intesa Unioncamere- MSE, configurando la Capitale come città-guida, come laboratorio per la progettazione di nuove esperienze, all’avanguardia nelle attività di promozione dell’imprenditoria femminile e dell’occupazione in genere.

Il Comitato individua e promuove le azioni e gli strumenti più idonei per migliorare e moltiplicare concretamente le opportunità per le donne di realizzare attività di impresa, contribuendo anche alla diffusione di quella cultura imprenditoriale necessaria alla crescita ed al consolidamento delle iniziative. Il Comitato si propone inoltre come punto di riferimento per le imprenditrici e le aspiranti imprenditrici, offrendo spazi di rappresentanza per esigenze e fabbisogni dell’imprenditoria femminile sul territorio, creando occasioni di confronto tra le diverse modalità di conciliare lavoro e vita familiare, fornendo uno stimolo alla creazione di informazioni, servizi e opportunità su misura per le donne creatrici d’impresa. Dall’inizio dell’anno è stato lanciato il Progetto “Percorsi imprenditoriali al femminile: cultura d’impresa e mentoring”, finalizzato alla promozione ed al sostegno dell’imprenditorialità, della creazione e dello start-up di nuove imprese, attraverso l’attivazione di servizi integrati di informazione, orientamento, formazione, assistenza tecnica ed accompagnamento. Inoltre, il Progetto intende promuovere e diffondere l’attività di “orientamento al ruolo imprenditoriale” sin dall’educazione scolastica. Il Progetto, che si inserisce nell’ambito delle attività promosse dalla Camera di Commercio di Roma e dal Comitato per l’imprenditoria femminile, è rivolto ad aspiranti imprenditori/imprenditrici e alle nuove imprese, in particolare alle imprese a titolarità femminile, e prevede una serie di iniziative di informazione, formazione ed assistenza secondo un modello di Mentoring in modalità Blended Mentoring (combinazione di contatti vis-à-vis e a distanza).

Come viene percepita in Italia una donna che riveste un ruolo tecnico importante in azienda? La mia personale esperienza, prima come donna dirigente di impresa privata e ora come titolare di impresa nel settore delle nuove tecnologie ICT, è quella che in Italia per una donna è molto difficile avere riconoscimenti sia per quanto riguarda la propria esperienza di lavoro, professione e di carriera sia per quanto riguarda la propria esperienza di vita come moglie, madre, figlia e soggetto di cura. Lo sviluppo integrato sia professionale che di realizzazione in quanto donna non è in alcun modo agevolato in azienda se si pensa che i nidi aziendali sono una rarità che merita ancora una notizia sul giornale o in TV. Il lavoro di cura di bambini, familiari e anziani non riesce infatti ancora a trovare la sua valorizzazione e riconoscimento. I percorsi di carriera dentro le aziende, soprattutto quelle a carattere tecnico, sono ancora fatti su misura delle necessità maschili e non sono assolutamente facili da percorrere per una donna. Io ad esempio ho viaggiato moltissimo per lavoro all’estero e questo ha sicuramente avuto un enorme impatto sulla mia vita privata! Le promozioni poi, soprattutto quella a dirigente d’azienda, sono rare e in ogni caso, anche nel caso si ottengono, gli stipendi sono sempre inferiori come riportato in recenti statistiche. Inoltre la cosiddetta quota rosa nei Consigli di Amministrazione secondo cui i Cda delle aziende quotate in borsa dovranno essere composti da un quinto di donne a partire dal 2012 e da un terzo dal 2015, proposta di legge che era già stata approvata dalla Camera il 2 dicembre 2010 e modificata dal Senato il 15 marzo 2011, è ormai realtà, ma di fatto il regolamento della CONSOB è arrivato solo in data 8 Febbraio 2012 – con Delibera n. 18098 – ma si è ancora in attesa e sono molti coloro che sono pronti a scommettere che la legge sarà aggirata almeno all’inizio! La associazione AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda, affiliata alla Femme Chefs d’enterprises mondiale,  si occupa proprio per statuto di far emergere la consapevolezza del valore etico e culturale della libera iniziativa e sviluppare il ruolo economico, sociale e politico della imprenditoria femminile, nonché incoraggiare e sostenere una significativa presenza della donna negli organi decisionali presso i poteri pubblici e privati ed utilizzare tutte le risorse disponibili per promuovere azioni di sostegno per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile.

Quali competenze servono per sviluppare un business sfruttando la rete? La rete è un sistema molto complesso che necessita di solida competenza professionale nel settore specifico e di grande agilità nel proporsi con tutti i nuovi strumenti social e e-commerce. Pertanto le competenze più richieste sono quelle di Business Model o Revenue Model, senza il quale non ha senso sviluppare un business sulla rete, quelle di Social Marketing per sviluppare la propria base di clientela e quella di Social CRM (Customer Relationship Management) per assistere la clientela in tutte le fasi della transazione sul web. Oggi il sito vetrina non basta più alle imprese, è necessario sviluppare un concetto di HUB, ovvero di snodo che aumenti la fidelizzazione della propria clientela e di servizi al corredo che siano al tempo stesso economici e affidabili. Va poi curata in modo quasi “maniacale” la qualità dei propri prodotti e servizi e la propria classificazione sui motori di ricerca. Inoltre, con le miriadi di siti che propongono agli utenti di collaborare nei giudizi sui diversi prodotti e servizi, è altrettanto necessario sorvegliare la propria reputazione in rete ed effettuare periodici monitoraggi.

Anna Giannetti è stata recentemente intervistata dal Corriere della Sera.

Informatici Senza Frontiere – Corriere della Sera

8 marzo: un’indagine sulle donne che “lavorano da casa”

Quando incontro per la prima volta chi partecipa ai corsi del Centro di Formazione RomaExplorer, mi rendo subito conto che (come ogni volta) la maggioranza è costituita da donne, di qualsiasi età, con qualsiasi ambizione. L’obiettivo comune? Imparare ad usare internet per crearsi o potenziare una professione.

In effetti spesso si crede erroneamente che usare internet sia semplice e immediato. Usarlo sì. Non usarlo bene. Per questo cerco il più possibile di trasmettere questa consapevolezza, in un settore che, in realtà, è proprio il mio business.

Lavorare da casaIn occasione dell’8 marzo, ovvero della tanto decantata “Festa della donna”, c’è chi ha pensato di realizzare delle indagini statistiche, come per esempio il portale immobiliare Casa.it.

Posto che uno dei problemi più importanti per una donna di oggi sia conciliare casa, lavoro e famiglia, lo studio rivela che in Italia una donna su tre desidera poter lavorare da casa.

I motivi? Risparmiare tempo e flessibilità del lavoro. Il pc portatile secondo il 73% delle intervistate sarebbe lo strumento più utile, seguono la connessione a banda larga (65%) e gli smartphone (56%).

Informadonna di Porta Futuro

Porta FuturoÈ stato recentemente attivato il servizio Informadonna presso Porta Futuro, servizio per l’orientamento, la formazione e il lavoro della Provincia di Roma.

Informa Donna nasce con lo scopo di favorire la partecipazione delle cittadine al mercato del lavoro e interviene a sostegno delle donne in condizione di disagio.

I servizi offerti sono:

  • Orientamento professionale
  • Informazioni riguardo i nuovi bacini d’impiego del mercato del lavoro
  • Sostegno psicologico

Per usufruire del servizio di Informadonna, basta prenotare un colloquio alla reception di Porta Futuro.

Associazione Prima Donna

Associazione Prima DonnaL’Associazione Prima Donna, nata nel 2008, è un’associazione senza scopo di lucro, che ha l’obiettivo di fornire supporto alle donne in cerca di lavoro, soprattutto per la loro riqualificazione professionale.

Si rivolge a tre tipi di destinatari:

  • Donne che lavorano
  • Donne che non lavorano
  • Aziende

Alle donne che lavorano l’associazione offre orientamento, supporto, coaching e mentoring, affiancandole per lo sviluppo occupazionale e professionale.

Per le donne che non lavorano è previsto il check up delle competenze e il servizio di networking, mentre alle aziende l’Associazione Prima Donna offre selezione del personale e organizzazione di eventi e incontri.

Be-Win: scadenza prorogata fino al 29 febbraio 2012

Be-WinÈ stata rimandata alle ore 12 del 29 febbraio 2012 la scadenza per partecipare alla selezione di quattro imprenditrici laziali per il progetto Be-Win, Business Entrepreneurship Women in Network.

L’obiettivo del progetto è contribuire allo sviluppo di una rete italiana di imprenditrici, di cui 32 con esperienza manageriale, chiamate Mentors, e 64 neoimprenditrici, le Mentorees.

Il ruolo delle Mentor sarà quello di trasferire le conoscenze e le esperienze alle più giovani e meno esperte.

Il progetto Be-Win è cofinanziato dalla Commissione Europea e coinvolge 19 partners in 15 regioni italiane, tra cui BIC Lazio.

Il progetto ha una durata di due anni e ha avuto inizio lo scorso settembre, per concludersi a settembre 2013.

Per maggiori informazioni basta consultare del Business Innovation Centre del Lazio.

 

Premio Città al Femminile: al via la terza edizione

La Consulta Femminile Regionale per le Pari Opportunità del Lazio ha annunciato la terza edizione de «La città al Femminile», premio destinato a professioniste, artiste, artigiane, cooperative, associazioni ed imprese in rosa.

Consiglio Regione LazioIl premio, che ammonta a 1000 euro, andrà a chi si distinguerà per esperienza professionale legata all’innovazione e al miglioramento dell’ambienta.

La scadenza di partecipazione al concorso è fissata al 28 febbraio: va inviata la domanda di partecipazione a mezzo raccomandata. Il bando è disponibile sul sito del Consiglio della Regione Lazio, nella parte relativa alla Consulta Femminile.

La Consulta è presieduta da Donatina Persichelli.

Per ulteriori informazioni, basta consultare l’ufficio di supporto alla Consulta Femminile Regionale della Regione Lazio ai seguenti contatti:

Telefono 066796513 – Fax 0669925241 consulfemminile@regione.lazio.it

 

 

Euroequality: il blog di Paola Assanti

Euroequality è un blog molto interessante gestito da Paola Assanti e focalizzato sulla problematica della parità donne-uomini in ambito sociale, politico, lavorativo.

Il pay-off racchiude perfettamente lo spirito del blog: Women, european gender equity and some other things.

Emblematiche anche le categorie:

- Women and policy

- Women and work

- Women, technology and science

Paola Assanti fornisce informazioni utili per le donne a partire dalla legislazione in materia di parità e tutela femminile, vigente in Italia e all’estero, notizie a proposito di progetti, eventi e seminari per le donne, iniziative a favore dell’emancipazione lavorativa del popolo femminile e rapporto tra donne e tecnologie.

Girl Geek Dinners: per donne appassionate di tecnologia e media digitali

Geek: niente di strano, solo un modo breve e conciso per racchiudere la passione per la tecnologia. Se lo affianchiamo a “girl”? Semplicemente una combinazione esplosiva. È da qui che nasce Girl Geek Dinners, un fenomeno “importato”, ma che in Italia sta riscuotendo grande successo. Ecco le Girl Geek Dinners romane.

Cosa è Girl Geek Dinners e perché nasce? Le Girl Geek Dinners sono un gruppo di donne entusiaste dei media digitali che si sono incontrate attraverso la Rete, si sono confrontate e hanno deciso di dare concretezza ai loro ideali, cioè scambiare e promuovere contenuti relativi a tecnologia, informatica e nuovi media, coniugati al femminile. Le GGD danno vita ad eventi off line e on line al fine di dare visibilità alle donne che lavorano con le nuove tecnologie e che le usano sapientemente, non solo in contesti lavorativi, ma anche personali. Negli anni il gruppo è cresciuto, ha visto avvicendarsi donne ed esperienze differenti che hanno naturalmente costituito una community aperta e virale con l’obiettivo di creare occasioni di networking!

Girl Geek Dinners è un fenomeno straniero. Come è stato recepito dalle donne “geek” italiane? Le GGD nascono in Inghilterra nel 2005 su iniziativa di una software engineer che si chiama Sarah Blow. Ad oggi le GGD si sono diffuse in tutto il mondo. Nel 2007 arrivano a Milano e nel 2008 qui a Roma. In Italia il format GGD è stato ben recepito e si è diffuso dal nord al sud. Per quanto riguarda il territorio romano abbiamo da subito ottenuto una risposta entusiasta da diverse realtà che hanno deciso di investire attraverso le nostre attività. Soprattutto negli ultimi anni, Roma ha dimostrato grande attenzione ai temi legati all’innovazione. E ad ogni occasione, noi GGD abbiamo sempre cercato di dare il nostro contributo portando la nostra esperienza e mettendo in evidenza le realtà femminili che hanno accresciuto il valore del nostro paese.

Quali sono le professioni preferite dalle donne appassionate di tecnologia e web? Geek per noi non vuol dire essere necessariamente esperte di informatica, essere geek è uno stile di vita, un modo di partecipare a un universo economico e sociale in continuo movimento e che non può più prescindere dall’uso consapevole dei nuovi media. Quindi tutte le professioni ormai non possono prescindere dall’utilizzo dei media digitali. Noi dello staff lavoriamo tutte nei nuovi media, ma ci seguono professioniste di ogni tipologia, dalle manager alle insegnanti, alle imprenditrici. E siamo convinte che il nostro bacino di utenti si allargherà sempre di più andando a coinvolgere anche altre professionalità.

Volendo sfatare il pregiudizio della classica concorrenza tra donne, può esistere solidarietà e condivisione anche a livello lavorativo? Le donne hanno certamente una naturale predisposizione al dialogo e alla condivisione e amano  gestire network di relazioni. Questo è sicuramente un valore aggiunto che le donne possono apportare allo sviluppo economico e culturale della società. Internet e tecnologia mobile rappresentano certamente un fortissimo incentivo a questo  processo e le tantissime associazioni al femminile che si trovano in rete ne sono la dimostrazione. Oggi le donne cercano le altre donne per confrontarsi, per sperimentare insieme e per far sentire la propria voce. Noi crediamo che le nuove tecnologie abbiano restituito alle donne il loro naturale desiderio di solidarietà e unione. Il tutto però, a nostro avviso, assume un valore più alto se inserito in un’ottica di collaborazione tra i generi.

Twitter @ggdroma